×
×
☰ MENU

LUTTO

Addio al «barbér» di San Lazzaro Roberto Gualerzi

Addio al «barbér» di San Lazzaro Roberto Gualerzi

di Lorenzo Sartorio

06 Dicembre 2025, 03:01

Non c’è persona a San Lazzaro che non lo conoscesse tant’è che, proprio grazie alla sua popolarità, fu battezzato «al sìnndich äd San Làzor», esattamente come il suo maestro di rasoio e forbici Alberto («Berto») Grossi, per una vita barbiere di San Lazzaro con bottega nella storica Rocca dove Roberto Gualerzi, venuto a mancare nei giorni nei giorni scorsi all’età di 78 anni, fece il «ragazzo spazzola», ossia il garzone imparando l’arte antica del barbiere.

Nativo di San Lazzaro, Roberto iniziò a dare del tu a pettine, rasoio e forbici all’età di 13 anni nella barberia di via Mameli dove le ore del suo lavoro erano scandite dai solenni rintocchi dell’orologio della torre civica. Dopo di che passò alle dipendenze di Grossi nella sua San Lazzaro, riscattando il negozio quando Berto si ritirò. Gualerzi, grazie ai 40 anni di ininterrotto lavoro, entrò a fare parte della corporazione dei «barbér pramzàn» tra i quali figure note alla parmigianità più schietta come: Sincero Mangiavacca in piazza Steccata per anni meta dei «bon vivant» parmigiani, Pier, dai baffetti parigini, che teneva bottega in strada Farini, Pellicelli e Bianchi in piazzale Cesare Battisti (con l'allora giovane, bravo e promettente Sergio Lori, sosia di Lando Buzzanca, grande appassionato di calcio, indimenticato collaboratore della Gazzetta di Parma) e poi Pietro Fabbri e Veraldo in via XXII Luglio, il mitico Felice Lepori, all'interno della sua «Dogana» di strada D'Azeglio, Franchino Rondani in via Cavestro accanto alla Grotta Mafalda, meta quotidiana del grande poeta «Gigèn» Vicini, i «Jolly» in via XXII Luglio, capeggiati dal mitico ed elegante Gustavo Mazza, Beniamino Meli, titolare della barbieria dinnanzi al Regio, melomane di razza dal nome di battesimo molto significativo, in seguito sostituito da Giuliano Zanoni, Sergio Ferrari in Piazzale Vittorio Emanuele, Mario Sani In via Langhirano, Franco Greci al timone, per tanti anni, con i propri soci, del salone di viale Mentana, covo di parmigianità, i Fratelli Saccò in Strada Farini e Adriano Balestrieri, incontrastato «re» della storica «Sala di Toeletta» di strada Bixio.

Carattere aperto e socievole, di una simpatia contagiosa, juventino senza se e senza ma, Gualerzi aveva fatto della sua bottega un mondo piccolo ma nello stesso tempo grande come grandi erano l’umanità e la socialità che allignavano tra quelle mura. Adorava la famiglia: la moglie Stefania, la figlia Gaia ed i nipoti Guido e Vittoria, i suoi gioielli. Nel giugno scorso aveva abbassato per sempre la saracinesca della sua bottega e però non rinunciava, tutte le mattine, di fare una capatina in piazza Garibaldi per le solite due chiacchiere con gli amici.

Buongustaio di calcio e di piatti nostrani, con l’amico ristoratore Ugo Romani seguiva le partite dei suoi «bianconeri» magari davanti ad un fumante piatto di «anolèn».

Era molto orgoglioso di essere stato amico fraterno di Vittorio Adorni che un giorno gli portò in bottega Eddy Merckx. Un episodio che Roberto non dimenticò mai, poiché radunò davanti al suo negozio una folla di curiosi e di amanti del ciclismo. Lo conoscevano bene anche al Bar Rustici e ai circoli «Toscanini» e «Rapid» dov’era benvoluto e stimato. Il rito funebre si svolgerà oggi alle 15 nella chiesa di Monticelli Terme.

Lorenzo Sartorio

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI