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IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Frane sulle strade: il triste elenco della Provincia

Frane sulle strade: il triste elenco della Provincia

12 Dicembre 2025, 09:01

La frana in località Cisone, lungo la strada Massese, mette in luce, ancora una volta, la fragilità idrogeologica del territorio dell’Appennino, dove sono numerose le «ferite», in particolare lungo la viabilità.

Da piccoli scivolamenti di suolo agrario a grandi movimenti complessi, nel territorio della Provincia di Parma si registrano quasi 18mila le frane attualmente presenti, di cui 10mila attive.

Una situazione che si riflette anche nei dati: il nostro territorio provinciale ha l’indice di franosità più alto di tutta l’Emilia-Romagna.

Del centinaio di frane relative a strade provinciali, un terzo si trova nelle condizioni più preoccupanti, ossia a rischio di limitazioni al traffico (dal senso unico alternato sino alla vera e propria chiusura della strada) in caso di peggioramento.

Per gli interventi complessivi sarebbero necessari circa 8,1 milioni di euro. «Un quadro certamente complesso – commenta il presidente della Provincia di Parma, Alessandro Fadda – rispetto al quale il nostro ente cerca di intervenire in maniera tempestiva, in base alle risorse economiche disponibili, per scongiurare chiusure delle strade e garantire il transito con le maggiori condizioni di sicurezza possibili».

Due i tratti di strade provinciali attualmente chiusi al traffico: la Sp66 di Compiano, proprio prima del borgo e del castello e la Sp75 tra Monchio e Corniglio, interessata dal distacco di massi di grosse dimensioni. «Per la frana di Compiano la progettazione, piuttosto complessa è stata completata – aggiorna il presidente Fadda –. È in corso la gara e, nei primi mesi del 2026, potranno iniziare i lavori per un importo di un milione di euro. Per la Sp75 Monchio-Corniglio sono stati stanziati 700mila euro e proprio nelle ultime settimane sono iniziati i lavori per la posa delle reti per il contenimento dei grandi massi a rischio distacco dal versante».

In altre zone, invece, sono previsti dei sensi unici alternati. È il caso della Sp28 di Varsi, nel territorio comunale di Bardi, dove la viabilità è limitata a seguito del movimento franoso ripartito in località Saliceto al km 33,800. «Sulla Sp28 è costante il monitoraggio del movimento franoso che è riemerso nei giorni scorsi - aggiunge il presidente -. Stiamo già studiando possibili interventi per fare in modo che la viabilità sia sempre garantita».

Percorribili sempre a senso unico alternato la Sp84 Tizzano-Corniglio in località Bottignola, la Sp40 a Corniglio, la Sp110 tra Solignano e Varano e infine sulla Sp15, nella zona compresa tra Poggio di Sant’Ilario e Marzolara. Qui si è manifestato un cedimento, probabilmente correlato agli effetti dei lavori di trivellazione teleguidata eseguiti nella zona per conto di Enel, e poi nei tratti a Vigolone e Riva dei Preti.

«La Sp15 è certamente una delle strade più fragili di tutto il Parmense – conclude Fadda –. Nel 2025 abbiamo completato lavori per 1,8 milioni di euro, mentre dalla primavera del 2026 saranno investiti 1,4 milioni di euro (quasi interamente risorse derivanti dalla protezione civile regionale con 130mila euro di fondi propri dalla Provincia) per la ricostruzione del muro di sottoscarpa ed il ripristino delle barriere di sicurezza ad Armorano (830mila euro); per lavori di messa in sicurezza di bivio Vigolone (250mila euro) e per intervenire a Riva dei Preti (300mila euro) dove è franata parte di una corsia. Inoltre, sempre in merito alla Sp15, abbiamo da poco concluso uno studio preliminare, per valutare altri interventi. A breve lo presenteremo all’amministrazione comunale di Calestano».

«I versanti franosi della provincia sono numerosi e spesso stravolgono la conformazione dei paesi di montagna e la vita di chi ci abita – dichiara Daniele Friggeri, vicepresidente della Provincia di Parma con delega alla Viabilità -. Da una parte le motivazioni sono di carattere geologico, ma spesso derivano anche dall’abbandono della montagna, della sua cura e manutenzione. Il nostro primo obiettivo deve essere quello di mantenere vive e abitabili le zone di montagna, ed il primo presupposto è il mantenimento della viabilità e delle infrastrutture. Il tema frane necessita di una vera e propria cooperazione interistituzionale, quella che, più volte, abbiamo messo in campo con il coinvolgimento di più enti: comuni, Provincia, Regione e protezione civile regionale. Ringrazio tutti gli operatori del servizio provinciale Viabilità e della Programmazione territoriale, che nelle emergenze sono sempre intervenuti tempestivamente per garantire, prima di tutto, la percorribilità delle nostre strade: un aspetto fondamentale per il bene del nostro territorio montano».

Maria Chiara Pezzani

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