Decoro urbano
Brutto risveglio ieri mattina per gli abitanti di piazzale Santa Croce. In via D'Azeglio, proprio di fronte alla storica chiesa, il grande spazio dietro alla fermata del bus era ricoperto di vetri rotti, bottiglie di vino, bottiglie di birra, bicchieri di plastica e macchie di liquido ovunque. Una «foto» indecorosa. Che si aggiunge allo sporco che spesso circonda l'edicola.
Una domenica «inquinata» dai resti di una notte alcolica. «C'erano talmente tanti vetri che sembrava il teatro di una rissa», dice un passante. Ma no, nessuna mischia: le forze dell'ordine lo escludono. Sta di fatto che il piccolo largo di via D'Azeglio era pieno di vetri di bottiglie spaccate o forse lanciate. Il primo ad accorgersi del «prato» di rifiuti è stato proprio l'edicolante quando è arrivato ad aprire il chiosco alle 5,30. Ed è rimasto davvero senza parole. Purtroppo capita spesso che compagnie di maleducati lascino i rifiuti sul marciapiede che porta all'ingresso del Giardino pubblico. Tant'é che le panchine dove sono soliti sedersi gli anziani del piazzale per le due chiacchiere quotidiane con il giornale in mano sono circondate da cartacce e lattine, ma anche vassoi per il cibo. Compagnie di incivili, che non amano la città e la «feriscono» coprendola di immondizia: compagnie che meriterebbero multe parecchio salate.
Lo spiazzo di fronte alla chiesa di Santa Croce è rimasto sporco fino a metà mattina: «E pensare - aggiunge un altro parmigiano che abita da queste parti - che gli spazzini sono passati ben due volte: hanno guardato l'immondizia sul marciapiede e sono andati via. Senza pulire».
Alle 10,30 il piccolo largo di via D'Azeglio era ancora pieno di bottiglie rotte e vetri ovunque, per cui anche pericoloso per i bambini e per i tanti amici a quattro zampe che passano di lì col padrone per raggiungere il Parco Ducale. Ma alle 11 incredibilmente lo spiazzo è tornato alla normalità, senza più rifiuti. Il merito? «Sono stati quei ragazzi appoggiati al muretto - conferma l'edicolante -. In pochissimo tempo hanno ripulito tutto il marciapiede. Sono stati davvero bravi: grazie». Proprio così. Un gruppo di giovani tunisini, dai 20 ai 30 anni, che alla vista di tutta quella immondizia non ci hanno pensato due volte e hanno portato vetri e bottiglie negli appositi contenitori: «Sì - dicono quei giovani tunisini - faceva schifo. Non si deve sporcare la città. E volentieri abbiamo pulito».
Mara Varoli
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