STAZIONE E TRENI
Parma non è certo Bologna, ma i problemi di sicurezza in stazione e sui treni non mancano.
La notizia dell'uccisione di un capotreno - Alessandro Ambrosio - nel parcheggio della stazione di Bologna, il 5 gennaio, ha fatto balzare agli onori delle cronache i problemi con cui devono fare i conti quotidianamente i ferrovieri.
I dati
Basti pensare che sono state 149 le aggressioni subite dai ferrovieri in tutto il 2024 e nei primi nove mesi del 2025 a livello regionale e una parte consistente ha riguardato linee e zone legate a Parma e al suo territorio.
La testimonianza
La conferma arriva da Stefano Cannava, capotreno che lavora quotidianamente su treni che partono o arrivano a Parma e in zone limitrofe. «Insulti e a volte anche aggressioni, sono all'ordine del giorno - dichiara -: ormai ne vediamo davvero di tutti i colori. Dai ragazzi delle baby gang che si sentono intoccabili e ci sbeffeggiano, fino agli ubriachi e ai tossici che seminano il panico nei vagoni, soprattutto negli orari serali».
La «scorta»
Per tutelare il personale ferroviario, ma anche i passeggeri, da qualche tempo su determinate linee e in orari «caldi», salgono agenti della Polfer o guardie giurate a fare da scorta. Come confermano le Ferrovie, questo servizio «è previsto solo su alcune tratte e in determinate orari, stabiliti grazie a un tavolo a cui partecipano la Polfer e le squadre di “Fs security”, in cui si analizzano le linee più a rischio o oggetto di problematiche in maniera ricorrente».
Serate insicure
Uno dei momenti più critici sono le ore serali e notturne. «La sera le stazioni diventano zone di bivacco - conferma Cannava -. Il fatto di avere libero accesso ai binari, consente a queste persone di fare tutto quello che vogliono. Senza parlare di quello che accade sui treni: se non abbiamo al fianco qualcuno che ci protegge dobbiamo stare alla larga da determinate figure che, di fatto, possono agire indisturbate».
Purtroppo i precedenti legati ad aggressioni ai capotreno non mancano. Nel 2023, a fine ottobre, un capotreno aveva ricevuto una bottigliata in faccia da un diciassettenne dopo che un coetaneo dell'aggressore era stato trovato senza biglietto.
Chiudere gli accessi
Una delle richieste più ricorrenti e sentite è quella di bloccare l'accesso ai binari a chi non ha i biglietti, così come già avviene nelle più grandi stazioni italiane. «Non si chiede certo di installare dei tornelli in piccole stazioni di provincia - precisano i capotreno - ma in realtà medio-grandi come Parma questo tipo di misura sarebbe molto utile per migliorare la sicurezza e ridurre il degrado».
Le richieste della Cisl
Michele Franco, segretario della Fit Cisl Parma, ribadisce che «stazioni e treni sono sempre più spesso il ricettacolo di un degrado che non può scaricare i suoi drammatici effetti su chi lavora per vivere e su chi sceglie il treno o autobus per viaggiare o andare a lavorare».
Anche a Parma «c’è un degrado che non va sottovalutato: bivacchi e baby gang sono le maggiori preoccupazioni».
Più controlli
Intensificare i controlli «con una maggior presenza della Polfer, da anni sotto organico - osserva Michele Franco - inasprire le sanzioni sul modello Daspo e introdurre tornelli per accedere alle stazioni sono le principali proposte che abbiamo fatto per contrastare il fenomeno delle aggressioni, fino ad oggi rimaste drammaticamente inascoltate».
«Si spera - conclude, rivolgendo solidarietà e vicinanza ai familiari del capotreno ucciso - che la morte del collega non rimanga una semplice “cronaca giornaliera", ma che realmente si possano creare quelle condizioni necessarie ad evitare il ripetersi di episodi gravissimi come quello accaduto a Bologna».
Luca Molinari
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