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Parma grande con le piccole, questo il percorso per la salvezza

Parma grande con le piccole, questo il percorso per la salvezza

13 Gennaio 2026, 03:01

Il Parma domenica sera è tornato da Lecce con qualche certezza in più. Soprattutto dopo aver guardato la classifica. Che, chiaramente, bisogna dimenticarsi in fretta, pensando sempre gara dopo gara, a prescindere dall'avversario. Perché ogni partita, contro chiunque si giochi, vale tre punti. Anche se... Anche se a voltarsi indietro ci si accorge che il Parma è grande con le piccole. Al contrario di quello che accadeva nella passata stagione quando la salvezza fu costruita soprattutto affrontando le cosiddette «big» portando a casa risultati insperati e difficilmente pronosticabili.

Ma andiamo con ordine. i numeri raramente tradiscono, soprattutto nel calcio. Si potrà dire quel che si vuole sulla bontà del calcio di questa squadra, ma la classifica degli scontri diretti parla chiaro: 18 punti dei 21 ottenuti sino ad ora dai crociati sono stati raccolti contro le formazioni che, ad oggi, occupano gli ultimi dieci posti in classifica, la famigerata parte destra della serie A. Sicché solo Cagliari e Lecce all'andata hanno messo tre punti in classifica contro il Parma. Che si è ripreso lo stesso bottino domenica in quel di Lecce, aspettando che il Cagliari venga a Parma per la gara di ritorno. Altro dato interessante: il Parma, in questi dieci scontri diretti dall'inizio del campionato sino a domenica scorsa (quando è iniziato tecnicamente il girone di ritorno), ha giocato sette volte in trasferta. E dalle gare lontano dal Tardini è tornato con un bottino di dodici punti, frutto di tre vittorie e altrettanti pareggi. Insomma verrebbe da dire che il Parma è grande con le piccole, soprattutto in trasferta.

Tesi che porterebbe a immaginarsi un Parma difesa e contropiede, ma non è stato sempre così. Anzi, praticamente mai. Al di la che ogni partita ha una sua storia, al di la che gli episodi da sempre condizionano un risultato, va detto che il Parma formato casalingo e trasferta cambia poco. Forse cambiano soprattutto le squadre avversarie che portano al Tardini la voglia di tornare a casa con dei punti o almeno di non perdere, mentre tra le mure amiche sentono di più la pressione data dall'obbligo della vittoria. Chi ha buona memoria può ripensare alla gara di Pisa, dove l'ambiente aveva caricato l'incontro definendolo uno spareggio salvezza. Anche là, come è accaduto domenica a Lecce, espulsione tra i padroni di casa. E domenica le espulsioni tra le fila del Lecce sono state addirittura due. A dire il vero il pubblico di Lecce ha condannato in diretta il comportamento e gli interventi dei propri giocatori, accompagnati negli spogliatoi non proprio con commenti amichevoli. Perdonato subito Banda, uscito in lacrime, mentre per Gaspar il pubblico di Lecce è stato più intransigente. Vabbè, storie di gare molto sentite, ci può stare.

E in questo senso va detto che il Parma ha dimostrato una certa maturità, un certo stile nel comportamento nonostante la giovane età e i molti debuttanti nella massima serie. Si capisce anche così che praticamente mai il Parma ha commesso più falli degli avversari, un dato sempre sottolineato dai detrattori dei crociati come sinonimo di poca grinta e poca personalità. A questo punto va detto che probabilmente è semplicemente una caratteristica di questa squadra, anche se il fallo tattico è uno degli argomenti che andrà approfondito visto anche il gioco praticato da molte squadre. Secondo le statistiche pubblicate dalla Lega Calcio, il Parma è penultimo nella particolare classifica dei falli commessi (204), ultimo è il Milan (184). Di contro il Verona è la squadra più fallosa (320). Ma questa classifica non rispecchia comunque quella a punti, ovvero non è con il gioco duro che si portano a casa pareggi e vittorie.

Insomma Cuesta cerca di amalgamare la squadra puntando sulle caratteristiche di ogni giocatore. Cercando di comporre un puzzle a volte indecifrabile, altre molto più comprensibile. Ecco che torna di moda la parola «continuità». Avercene...

Sandro Piovani

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