Lutto
Si sono svolte nei giorni scorsi a Firenze, dove risiedeva da tempo, le esequie di Gino Ferrari, per tutti Ginetto, scomparso all’età di 78 anni a causa dell’aggravarsi di una malattia che, già da qualche anno, aveva compromesso la sua salute.
Nato e cresciuto a Salso, Gino Ferrari ha evidenziato subito le sue qualità in campo musicale e calcistico: ancora in pantaloncini corti, già suonava la batteria nel complesso di papà Mario che allietava serate e pomeriggi danzanti, più che naturale, dunque, la sua iscrizione al Conservatorio di Parma.
Nel contempo la passione calcistica ha formato, sul campo dell’oratorio, un ottimo centrocampista che guidava la Combi ai suoi inizi, rifiutando tra l’altro un provino al Milan: il papà lo voleva concentrato sugli studi e sul successo del gruppo «Gli Immortali» da lui fondato insieme ad alcuni amici.
Raggiunto il diploma in contrabbasso, Ginetto Ferrari ha partecipato subito dopo ad alcuni concorsi che lo hanno imposto all’attenzione generale: è così che Firenze ed il teatro Maggio Musicale Fiorentino, dopo il matrimonio, sono diventati, rispettivamente, la sede fissa di residenza e di lavoro.
Nel capoluogo regionale toscano è riuscito a dedicare ancora qualche momento al calcio in squadre dilettantistiche locali, ma è stato principalmente all’interno dell’orchestra sinfonica del Maggio Musicale Fiorentino che egli ha espresso le sue grandissime qualità di orchestrale, riservando a Salsomaggiore solamente qualche rapida visita per vedere la madre e salutare gli amici d’infanzia. E a Firenze ha finito i suoi giorni.
M.L.
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