Il ringraziamento di un cittadino: «Mi hanno aiutato con estrema efficacia»
Il lieto fine, nei confusi giorni nostri, non è mai scontato. Tanto che quando una vicenda che ci riguarda finisce bene siamo quasi increduli. Come se non fossimo più abituati al fatto che esistono ancora, per fortuna, l'onestà, l'impegno. La professionalità.
Ce lo ricorda, con grata sorpresa, il notaio Antonio Caputo che nei giorni scorsi si è trovato a vivere un'esperienza banale, consueta. Ma potenzialmente devastante per le possibili conseguenze.
«Mi sono fermato in una stazione di servizio per fare il pieno alla mia auto - spiega aggiungendo il dettaglio che ci fa dire: “Poteva succedere a ognuno di noi”-. Dopo aver pagato mi è suonato il telefono e si trattava di una chiamata a cui non potevo non rispondere. Per questo mi sono distratto e sono uscito lasciando il portafoglio sul bancone della cassa».
Fermiamoci un attimo: smarrire il portafoglio è un fastidio. Ma perdere tutto quello che contiene, ovvero, documenti, carte di credito oltre al denaro è una vera iattura. Perché significa mettere in conto giorni di burocrazia, perdite di tempo. Arrabbiature.
«Quando me ne sono accorto, circa un'ora dopo, sono ritornato alla cassa della stazione di servizio ma del portafoglio non c’era più traccia ed il cassiere non aveva ricevuto alcun “oggetto smarrito”». E' questo il momento in cui il dispiacere diventa rabbia, in cui la fiducia nel lieto fine svapora di colpo. Ma questa è una storia diversa. E anche la conclusione non è quella che ti aspetti.
«E' intervenuta una pattuglia del Radiomobile dei carabinieri del comando provinciale di Parma che, grazie al cassiere, ha visionato la registrazione delle telecamere identificando chi aveva preso il portafoglio dal banco della cassa». Non solo: un'altra telecamera ha permesso di risalire al numero di targa della macchina usata da quella persona. C'era, a quel punto, un volto, una vettura: occorreva rintracciare un nome. E i militari l'hanno trovato. «In meno di un’ora sono stato invitato a presentarmi nella caserma di via delle Fonderie per ritirare il mio portafoglio con tutti i documenti e il contante che i carabinieri avevano già recuperato facendoselo consegnare dall'uomo che era stato fotografato, identificato e raggiunto».
La storia termina qui e, per una volta, il lieto fine è davvero garantito. Insieme ad un altro valore sempre meno di moda: la riconoscenza. «E' stata una brillante azione di cui sono stato testimone - conclude Antonio Caputo ringraziando. - E da cittadino, ammirato per la disponibilità e la professionalità dei carabinieri, voglio aggiungere che capisco, se ce ne fosse bisogno, perché l’Arma è anche detta la “Benemerita”. Bravi».
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata