Mostra
Lorenzo Urciullo, in arte Colapesce, è uno dei talenti più fulgidi e liberi della nuova scena italiana. Conosciuto ed apprezzato per la sua musica, dal 2024 ha conquistato uno spazio nel mondo della fotografia, dopo la prima esposizione milanese «Doppia Uso Singola». La mostra è approdata a Parma, nello spazio di borgo delle Colonne 28, fino al primo marzo, presentata da Bonanni Del Rio Catalog in collaborazione e con la curatela della Galleria Patricia Armocida.
L’inaugurazione ha avuto luogo ieri alla presenza della gallerista dell’artista, e di Lucia Bonanni che ha introdotto la serata.
«Ho raccolto le foto di oltre quindici anni - racconta Colapesce mentre trasporta con semplicità nel suo mondo -. Ho cominciato fotografando gli oggetti per documentare, per cogliere la personalità racchiusa al loro interno. Una passione per la catalogazione che si è trasformata in passione per la fotografia».
Le foto, scelte tra un numero infinito di immagini, sono divise in tre serie, come racconta Patricia Armocida che per prima ha scorto il potenziale di quegli scatti che l’autore pubblicava su Instagram, e le ha selezionate, scovandoci oltre la poesia quel tanto di familiare che appartiene a intere generazioni tra stanze, oggetti e sentimenti che li «abitano». Tutte di piccolo formato, secondo una dimensione ben precisa, sono state scattate utilizzando l’iPhone sul filo di una poesia visiva che si fa memoria e a tratti nostalgia. Le camere degli alberghi che hanno dato il via alla passione fotografica dell’artista sono quelle che ha conosciuto nei suoi tour, e sono raccolte nella serie Dus., acronimo del titolo Doppia uso singola.
Luoghi che ormai non esistono più e che si possono considerare archeologia industriale capaci di dar spazio a scorci di vita e di pensiero colti nell’immediatezza dello scatto.
C’è poi la serie Teresa e Anna, dedicata alla nonna e alla prozia, uniche figure presenti in due foto che le raffigurano assieme. Le loro case, una di fronte all’altra, tanto simili ma tanto diverse, non possono fare a meno di attirare. Infine Giorni sfiniti, foto intime e simboliche che ritraggono la Sicilia con gli occhi di chi la conosce davvero.
Dietro, o meglio, dentro, si fa strada un senso di intimità che scava nella solitudine, nei suoi significati, e guarda alla molteplicità delle esperienze umane; il tutto mediato da uno sguardo non privo di una sfumata ironia. Inevitabile chiedere all’artista il suo rapporto tra fotografia e musica.
«C’è analogia - risponde -, anche nella fotografia si parla di composizione, di scegliere cosa mettere all’interno di una immagine e creare così un paesaggio visivo; nella canzone faccio la stessa operazione così da creare un paesaggio sonoro». Quanto al futuro ammette di lavorare a un nuovo progetto fotografico. Nessuna anticipazione però, sarà una sorpresa.
La serata è proseguita con una selezione musicale curata da Colapesce e un dj set a seguire. Il bar Santeria Parma ha accompagnato l’evento. L’ingresso alla mostra è gratuito e le visite sono possibili nei fine settimana o su prenotazione tramite emailinfo@bonannidelriocatalog.com.
Stefania Provinciali
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