Polesine Zibello
Polesine Zibello Un mistero lungo sei mesi. Dal 16 luglio non si hanno notizie del 24enne di origine indiana Jaskaran Singh, sparito da Pieveottoville, dove viveva da circa un anno. Il giallo, col trascorrere inesorabile del tempo ed un silenzio che pesa come un «macigno», non fa che aumentare le preoccupazioni. Cosa è successo a Jaskaran? Qualcuno gli ha fatto del male? Chi o cosa ha incontrato quella domenica di metà luglio? Domande che ormai si fanno in tanti, in maniera sempre più insistente e preoccupante.
Le ricerche condotte dai carabinieri della Compagnia di Fidenza e del nucleo droni di Langhirano e dalle unità cinofile della protezione civile non hanno portato a nulla ed anche l’appello lanciato e rilanciato dalla celebre trasmissione «Chi l’ha visto?» non ha portato ad alcun sviluppo.
«Chi l’ha visto?» ha pubblicato il 30 luglio l’appello sul proprio sito e, poi, alla ripresa delle trasmissioni, ha effettuato un paio di servizi, anche con una troupe che si è recata sul posto. Ma a parte poche segnalazioni, ritenute vaghe e inattendibili arrivate soltanto dopo il servizio televisivo, è di nuovo calata una «cappa» di pesante silenzio. Giorni e mesi sono passati e il mistero, di conseguenza, si è infittito.
Il 24enne indiano, che in India studiava all’Università, era giunto in Italia da circa un anno per lavorare in campagna. Il 16 luglio, una calda domenica estiva, era uscito di casa (abitava con lo zio in un casolare di campagna a Pieveottovile) in sella alla sua bicicletta dicendo che si sarebbe recato a casa di un amico a Pieveottoville. Qui è arrivato, con una gomma della bicicletta forata. La bici è rimasta in piazza e di lui si sono perse tutte le tracce.
L’amico che diceva di dover incontrare sostiene di non averlo mai visto e a casa Jaskaran ha lasciato tutti i documenti. Si è portato il telefono cellulare che, tuttavia, dalla sera del 16 luglio (l’ultima volta in cui è stato agganciato da una cella in zona Pieveottoville) è spento.
Quel giorno indossava un turbante nero, una maglietta a mezze maniche scura, pantaloni neri e scarpe da ginnastica Nike nere. Di religione sikh, indossava spesso (ma non sempre) un turbante nero (in qualche occasione anche arancione). Frequentava abitualmente il tempio sikh della non lontana Pessina Cremonese (che raggiungeva con conoscenti o coi parenti visto che non aveva la patente), per lo più di domenica. Ma quella domenica, al tempio, nessuno lo ha visto.
Quel giorno lo zio Paramjit Singh (a casa del quale viveva da un annetto) insieme ai suoi familiari si era recato a Parma per commissioni. Jaskaran lo aveva contattato per avvertirlo del fatto che sarebbe uscito a fare un giro. La stessa cosa l’aveva fatta telefonando alla madre, che vive in India, nel primo pomeriggio del 16 luglio. Poi, il nulla.
Quel giorno le telecamere non erano in funzione e quindi non è possibile sapere se Jaskaran sia davvero arrivato in centro al paese o se qualcuno abbia portato lì la bicicletta per depistare indagini e ricerche. Sembra che nessuno dei residenti lo abbia visto giungere in piazza e quindi il mistero, una volta in più, si infittisce.
La famiglia da tempo chiede che le ricerche continuino e che si faccia il possibile per ritrovarlo. Il dubbio di molti, localmente e non, è che qualcuno possa conoscere cosa è successo ma abbia deciso di non parlare.
La speranza è che, chi sa, si decisa a parlare, anche soltanto per fornire qualche indizio, e le ricerche di questo ragazzo di 24anni possano continuare, dando voce e risposte al silenzio.
p.p.
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