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La rinascita delle Thermae Berzieri

«Un paradiso di 8000 metri quadri di acque e relax»

«Un paradiso di 8000 metri quadri di acque e relax»

29 Gennaio 2026, 03:01

Quando sono state inaugurate, il 27 maggio del 1923, furono definite «le più belle terme del mondo».

E d'altra parte gli ingredienti per incantare i visitatori c'erano tutti: un monumentale palazzo, che ora fa parte del Patrimonio culturale dell’Emilia Romagna, pensato dall'architetto Ugo Giusti che cela un trionfo di pura bellezza sospesa tra Art Déco, cultura orientale e indù immaginato dal decoratore toscano Galileo Chini. E salire il monumentale scalone tra mosaici e odalische, soffitti a coda di pavone e capitelli che paiono presi dalle regge dei marajah emoziona ancora oggi..

Anzi, soprattutto oggi che quegli spazi sono stati riportati alla bellezza originale grazie al lavoro svolto da una azienda di Parma che si è impegnata per rinnovare e restaurare ogni singolo dettaglio della struttura costruita, all'epoca da centinaia di decoratori, marmisti, pittori. Ora, visto il successo che stanno ottenendo le rinate Thermae Berzieri, è evidente che si tratta di una sfida vinta.

A raccontarlo in prima persona è Gabriele Buia, amministratore della Buia Nereo, l'impresa che ha concretamente ridato luce a quegli stucchi e quei mosaici.

Cosa si prova oggi a riguardare indietro a questi due anni di lavori?

«Ovviamente una grandissima soddisfazione. Abbiamo partecipato ad una opera straordinaria contribuendo al rilancio del palazzo termale e si è trattato di un intervento di grande complessità sia per le specifiche richieste che ci sono state fatte da QC Spa sia per i vincoli molto stringenti a cui dovevamo sottostare. Non dimentichiamo che abbiamo operato il restauro di un edificio molto particolare e sottoposto a tutela per il suo valore».

Stiamo parlando di un intervento che ha riguardato oltre dodicimila metri quadri tra il palazzo Berzieri e il nuovo centro benessere con tredici nuove piscine e la bellezza di 180 ambienti restaurati, riqualificati e trasformati. Quando Qc Spa ha affidato a voi l'incarico non avete avuto qualche perplessità o timore?

«La cosa che ci ha preoccupato di più, inizialmente sono stati i tempi a disposizione. Si è trattata di una opera veramente faraonica da affrontare con un cronoprogramma da record, con ritmi molto stretti e nello stesso con una organizzazione rigidissima. Sapevamo che dovevamo arrivare alla data fissata per l'inaugurazione con il lavoro terminato a regola d'arte e a fronte di investimenti davvero ingenti. Per fortuna ci siamo integrati benissimo e la collaborazione con Qc Spa è stata perfetta: ci siamo aiutati a vicenda in tutte le fasi e quindi abbiamo raggiunto l'obiettivo che ci eravamo preposti. Per me è stata davvero una grande soddisfazione professionale».

Durante il convegno che si è svolto martedì sono stati presentati i ritorni che le Terme rinnovate potranno portare al territorio. Anche lei è convinto che si tratta di una grande occasione per Salsomaggiore?

«Certamente e già i numeri attuali di visitatori lo confermano. C'è un grande interesse per questa proposta e sono convinto che la crescita per il territorio sarà importante. Il cantiere ha portato lavoro e ricchezza ma tutto questo rimarrà anche per il futuro grazie allo sviluppo dell'indotto: e a beneficiarne sarà Salso e quello che gravita intorno. Noi ne siamo stati persuasi fin dall'inizio e questa convinzione si è rafforzata lavorando con una realtà imprenditoriale come QC Spa che ha saputo capire le esigenze di una società che sta cambiando e quindi offrire quello che il pubblico chiede. Da una parte quindi la loro capacità di innovare e dall'altra la nostra volontà di proporre il meglio della tradizione: insieme abbiamo realizzato un progetto importante. E per una azienda di Parma, in più, c'è la fierezza di avere offerto la propria esperienza e il proprio saper fare per arricchire il nostro territorio».

Luca Pelagatti

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