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IL RITROVAMENTO DI ZIBELLO

Il Dna dirà di chi è lo scheletro, ma tutto lascia pensare a Jaskaran

Il Dna dirà di chi è lo scheletro, ma tutto lascia pensare a Jaskaran

04 Febbraio 2026, 09:25

Polesine Zibello A quasi una settimana dal rinvenimento (avvenuto giovedì scorso) non ha ancora un nome lo scheletro ritrovato nel bosco del Po, a Zibello. Si è ancora in attesa di conoscere i risultati del test del Dna sui resti ritrovati. A questo riguardo è giusto ricordare che i risultati su un cadavere per l’identificazione o accertamenti medico-legali richiedono solitamente dai quattro ai sette giorni per casi standard, ma possono estendersi fino a due o tre mesi per perizie più complesse. Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Parma e, finora, non è stato comunicato nulla.

Si resta quindi nel campo delle probabilità e, tenuto anche conto del fatto che è ormai esclusa la possibilità che quei resti possano appartenere ad Aldino Zecca, pensionato (a lungo dipendente dell’ex Comune di Zibello) sparito da Zibello (dove viveva da sempre) il 19 giugno 2024 dopo essersi imbarcato, come d’abitudine, sulla sua canoa, prende sempre più quota la possibilità che possa invece trattarsi di Jaskaran Singh, scomparso da Pieveottoville il 16 luglio 2025.

Il giovane indiano, che nel suo Paese di origine aveva studiato all’Università prima di trasferirsi in Italia per lavorare nei campi, quel giorno aveva contattato telefonicamente sia i parenti coi quali viveva nella campagna di Pieveottoville (e che quel giorno avevano raggiunto Parma per fare commissioni), che la madre rimasta in India. Telefonate nelle quali li avvertiva che sarebbe andato a fare un giro con amici. In realtà era invece sparito nel nulla, lasciando a casa sia i documenti che i soldi, portando con sé solo il cellulare.

La sua bicicletta, con una ruota forata, era poi stata ritrovata abbandonata in piazza Battisti, a Pieveottoville. Lo stesso giorno, in serata, il suo cellulare era stato agganciato da una cella della zona. Poi, da lì, più nulla, il silenzio più assoluto. C’erano state ricerche, da parte dei carabinieri della compagnia di Fidenza, sia con i droni che con le unità cinofile della protezione civile. Ricerche che si erano concentrate sia nei presso del fiume che nelle campagne della golena di Pieveottoville e anche nei pressi di case disabitate. Ma nulla era emerso.

Dal punto in cui il giovane ha lasciato la bici a quello in cui le ossa sono state ritrovate ci sono poco più di un paio di chilometri: un tragitto percorribile agevolmente a piedi. Ora non resta che attendere di conoscere se quei resti appartengano a lui o ad un’altra persona. Nel frattempo già qualche giorno fa qualcuno ha posto un paio di ceri accesi nel punto in cui lo scheletro è stato ritrovato da un cacciatore che giovedì era nel bosco col suo cane (è stato l’animale, da quanto si è appurato, a segnalare la presenza delle ossa). Un’area dove, specie in autunno, sono transitate numerose persone tra cercatori di funghi, cacciatori, cicloamatori. Ma nessuno, complice anche la vegetazione, si era mai accorto di nulla.  p.p.

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