×
×
☰ MENU

Intervista

La parmigiana Carla They: «Il mio viaggio con l'arpa in 2500 spettacoli»

La parmigiana Carla They: «Il mio viaggio con l'arpa in 2500 spettacoli»

07 Febbraio 2026, 09:42

«A undici anni mi sono iscritta al Conservatorio e da allora ho studiato arpa per tutta la vita», così Carla They riassume il suo lungo percorso musicale. Arpista di Parma, nel 2025 ha celebrato trent’anni di carriera, iniziata con il primo concerto al Ridotto del Teatro Regio. Da quel momento si è esibita in oltre 2.500 spettacoli tra Parma, l’Italia e l’Europa. Tra le esperienze che considera più significative ne figura però una molto recente: il concerto «Viva Verdi» a Villanova sull’Arda tenutosi il 25 gennaio, dove si è esibita nel repertorio di Giuseppe Verdi, insieme ai professori d'orchestra della Scala.

Carla They, da dove nasce la sua passione per la musica?
«Dobbiamo tornare un po’ indietro. Già la mia bisnonna aveva iniziato lo studio dell’arpa. Lei a sua volta ha trasmesso la passione per la musica a mio nonno, che fu capo orchestra del Teatro Regio e dell’Arena di Verona. Mio papà poi ha studiato percussioni, lavorando in tante orchestre. E poi sono arrivata io. Quando mi sono iscritta alle medie del Conservatorio frequentavo già il Teatro Regio».

Cosa le ha fatto scegliere l’arpa come strumento musicale?
«Quando mio nonno mi ha portato al Conservatorio per scegliere il mio strumento mi sono innamorata subito dell’arpa. Mi ha colpito il suo suono senza tempo. È una scelta abbastanza inusuale in effetti, di tutte le sezioni ero l’unica a suonarla. Questo suscitava abbastanza curiosità, anche nei miei compagni».

Crede che essere cresciuta a Parma, con la sua tradizione musicale, abbia influenzato la passione per la musica radicata nella sua famiglia?
«Certo, la città ha una tradizione musicale importantissima. Il loggione del Teatro Regio era tra i più temuti dai cantanti lirici. Io ho ascoltato fin da piccolina la musica lirica, Verdi e Puccini, in casa mia non si parlava praticamente di altro».

Lei ha avuto anche uno stretto rapporto con la moda, si può dire che ci sia un legame con l’arpa come strumento, nella sua eleganza?
«Sì, l’arpa è uno strumento molto elegante e sinuoso. Il mio legame con la moda è nato dopo il diploma: per alcuni anni ho accantonato un po’ l’arpa e ho lavorato come indossatrice. È stato proprio grazie a una sfilata che ho conosciuto una cantante lirica e da lì è ripartita la mia carriera di musicista. Per assurdo la moda mi ha riportato alla musica».

Tra i tanti concerti della sua carriera, quale considera più significativo?
«Tra le esperienze più recenti, quella che mi ha dato maggiore soddisfazione è stato il concerto “Viva Verdi”, in cui ho avuto l’opportunità di esibirmi con i musicisti della Scala. Interpretare il repertorio verdiano al loro fianco, che sono i componenti di una delle orchestre più prestigiose al mondo, ha rappresentato un vero traguardo».

Elena Mangiarotti

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI