TEATRO REGIO
Ratisbona Gli anni pari portano bene al Festival Verdi Off. Nel 2024 arrivarono due riconoscimenti nazionali (il Premio Abbiati per il Manifesto etico - Opera in carcere e il Premio Cultura + Impresa per la verdi Spip Parade). Ora questo 2026 inizia con il primo riconoscimento internazionale con i Premi «Oper! Awards» consegnati ieri sera al Teatro di Ratisbona (Regensburg), in Germania. Il nostro festival è stato premiato in apertura di cerimonia, come «Best Future Project». Hanno ritirato il premio, emozionate e orgogliose, forti di un lungo sodalizio, la storica curatrice Barbara Minghetti, che ha lasciato la sua “creatura”, ormai decenne, a fine 2025, e Lisabetta Baratella responsabile dell'Ufficio Educational, Progetti Speciali del Teatro Regio che prosegue l'opera.
Nel discorso al pubblico internazionale presente in sala, Baratella ha ringraziato la giuria e, riportando il pensiero «a casa», ha ringraziato la città di Parma, le sue istituzioni, «Parma, io ci sto!» e tutti coloro che sono stati al fianco del Festival. Per Minghetti questo riconoscimento internazionale è come la certificazione che «il percorso tracciato e compiuto è corretto, necessario, e che merita di proseguire ancora più forte e inclusivo». Vale la pena di ricordare qualche numero dell'ultima edizione: 193 appuntamenti in 63 luoghi diversi, 2500 artisti coinvolti, 20.100 presenze.
Da Parma commenta il sindaco e presidente della Fondazione Teatro Regio, Michele Guerra: «Verdi Off significa futuro fin dalla sua prima edizione. Uno sguardo giovane e libero che dal Teatro Regio si espande in ogni quartiere della città e nel territorio per raccontare Verdi e la cultura del melodramma in modo innovativo e multilingue. Questo premio ci conferma l’importanza e la necessità di questo progetto, che vede tante forze artistiche, sociali ed economiche convergere per fare dell’eredità verdiana una forza sempre più viva e aggregante».
Per il sovrintendente Luciano Messi: «Il futuro del teatro si concretizza ogni giorno nell’incontro coi pubblici, anche quelli di nuova generazione o più lontani. Diffondere la musica attraverso questi ponti dà vita a relazioni significative e consolida le comunità. Con questo spirito, Verdi Off non è un semplice progetto collaterale del Festival Verdi, ma il volto autentico del Teatro Regio, che percorre le strade e i quartieri, fino alle periferie geografiche e sociali, in un dialogo costante con il territorio».
Quello di eri sera è stato un momento importante: il Teatro di Ratisbona (Theater Regensburg) ha ospitato questa sesta edizione del premio lirico internazionale conferito da una giuria di giornalisti e critici musicali, che ogni anno assegna il riconoscimento ai migliori artisti e creativi del panorama operistico internazionale, scelti in venti differenti categorie. La giuria era presieduta da Ulrich Ruhnke fondatore degli «Oper! Awards» e composta da Manuel Brug, Eleonore Büning, Uwe Friedrich, Georg Kasch, Kai Luehrs-Kaiser, Stephan Schwarz-Peters, Franziska Stürz, Christian Wildhagen. Per l'occasione il teatro era esaurito, la cerimonia trasmessa in live streaming su operavision.eu.
Nati nel 2019 e promossi dalla rivista specializzata «Oper! Das Magazin», i premi sono diventati rapidamente uno dei riconoscimenti più ambiti del settore.
Tra i nomi più attesi per la premiazione figuravano stelle del calibro dell'italiana Cecilia Bartoli e dello scenografo Jürgen Rose, che ha ricevuto il premio alla carriera. Ma l'Italia ha brillato anche con la Scala che ha ricevuto due premi: a Francesco Filidei per «Il nome della rosa» (miglior opera prima) e al Coro della Scala guidato da Alberto Malazzi. La scelta della sede non è casuale: il gala si tiene nel teatro che ha vinto come «Miglior Teatro dell'Opera» l'anno precedente. Il Teatro di Ratisbona si è aggiudicato il prestigioso titolo per il 2025 grazie alla programmazione coraggiosa di Sebastian Ritschel, classe 1980, che ha dimostrato che per fare teatro a un certo livello non serve essere necessariamente in una metropoli come Berlino o Monaco. Ieri sera ha fatto il bis per il 2026.
In vero Monaco da qui dista circa un'ora e mezzo in auto: Ratisbona è un gioiello medievale, il centro storico dal 2006 è patrimonio dell'Unesco. Oltre che punteggiato di locali, pizzerie e gelaterie italiani.
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