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VIOLENZA

Deve stare lontano dalla moglie che maltratta, ma diventa la sua ombra: condannato

Misure cautelari ignorate, pedinamenti e minacce: la donna e i figli terrorizzati

Deve stare lontano dalla moglie che maltratta, ma diventa la sua ombra: condannato

25 Febbraio 2026, 03:01

Carta straccia, per lui, quell'ordinanza che gli vietava di avvicinarsi alla moglie. E ai luoghi che lei doveva frequentare. Un provvedimento firmato dal gip dopo che Monia (la chiameremo così) l'aveva denunciato per gli anni di inferno che lei e i figli avevano dovuto vivere. Ma non erano passate nemmeno due settimane dalla notifica dell'atto che lui aveva cominciato a imporre la «sua» legge: un'ombra nella quotidianità di Monia, pronta a incombere quando lei usciva di casa o stava per andare al lavoro. Accusato di aver violato più volte il provvedimento, l'uomo - 56enne, albanese - è stato condannato a 7 mesi. La pm Laila Papotti aveva chiesto 1 anno. Il giudice Alessandro Conti ha anche stabilito un risarcimento complessivo di 1.000 euro per l'ex moglie, che si era costituita parte civile.

Il 16 ottobre 2023, quando aveva visto il marito poco lontano dal portone del palazzo, era rimasta sconcertata. Sapeva con certezza che il divieto di avvicinamento gli era stato notificato già da alcuni giorni, eppure lui era comparso all'improvviso a pochi metri dalla nuova casa in cui Monia era andata ad abitare. Era terrorizzata: non poteva dimenticare la violenza e le sopraffazioni degli anni passati. L'aveva denunciato, eppure in quel momento le era sembrato fosse stato tutto inutile.

Tornata a casa, aveva cercato di scacciare quel pensiero. Ne aveva parlato anche con i figli, spettatori e vittime, a loro volta, dei soprusi del padre. I giorni successivi, uscendo, era guardinga, sobbalzava alla vista di ogni furgone in lontananza che le ricordasse quello del marito.

Dopo un paio di settimane di tranquillità, si era illusa che quel giorno, quando se l'era trovato sotto casa, potesse essere archiviato. Ma invece lui era ricomparso: si era messo sulle tracce di Monia mentre lei stava camminando verso la fermata dell'autobus.

Quella volta. E poi ancora. Il 6 e il 7 novembre 2023 l'aveva incrociato mentre camminava sul marciapiede. E con il furgone lui era salito sul cordolo, come se avesse intenzione di investirla. L'aveva anche fotografato con il telefonino.

Lo stesso uomo che poi è stato condannato (definitivamente) a 5 anni e 8 mesi per maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti della moglie. Ma anche durante quel procedimento ha violato più volte la misura cautelare, finendo ai domiciliari e, per un breve periodo, anche in carcere. Perché l'obiettivo era sempre lo stesso: controllare Monia. Che aveva deciso di voler essere libera.

Georgia Azzali

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