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Sanremo

Il diario di Coruzzi: «Quanta nostalgia fa lo spot con Lopez»

Sanremo tra nostalgia e pop: ricordi dei grandi, sketch comici, talent emergenti e il verdetto dell'Auditel

Il diario di Coruzzi: «Quanta nostalgia fa lo spot con Lopez»

27 Febbraio 2026, 03:01

Sarà la nostalgia, (che è anche il titolo di un brano sanremese di Sandro Giacobbe, giustamente citato tra gli artisti che ci hanno lasciato quest’anno), mentre ci si è «scordati» di citare il povero Cristian, ma fosse un’altra epoca ci si potrebbe lasciare andare al flusso dei ricordi emozionali, come quello che m’investe ogni volta che passa lo spot rieditato di Massimo Lopez per un gestore di telefonia, sponsor del Festival, in cui viene riproposto «il fortino» nel quale Lopez è in attesa di essere «giustiziato». Ma fluttuando nel mare mosso dei nostalgici «mi ricordo», viene in mente il trio MarchesiniSolenghiLopez e i loro Sanremo scostumati arditi e da ridere, quel tipo di risata che invade… Non che non si rida, anzi più del previsto: Elettra Lamborghini che dichiara fiera «A me di vincere Sanremo non me ne frega niente, voglio vincere il FantaSanremo» ma prego si accomodi, poi ci si distrae con Lillo che, molto nella parte, propone una coreografia anche alla Pausini, che, dice qualcuno «finalmente» canta, e con il ravveduto Lauro che di nome fa Achille come il prode della mitologia greca che dopo le tutine trasparenti e i «quadri» da Regina Elisabetta I e Mina con la coda, ha questo incedere da Dott. Zivago, palandrane candide come le canzoni di ora, ma c’è chi lo ricorda ancora quando nel 2020, cantava, si fa per dire, «Me ne frego» ma ci si può redimere e Sanremo salva sempre come fa con Pilar Fogliati bella come una modella brava come attrice e famosina come comica, la risata è latitante sul Festival ma adesso tocca a Ubaldo Pantani e al «suo» Lapo Elkann. Se fossero ancora fidanzati Ubaldo e Virginia Raffaele sarebbero coppia da urlo, ma ci accontentiamo della coppia di finalisti con Niccolò Filippucci (da Amici di Maria) e Angelica Bove (da X Factor) e poi c’è ancora chi dice che «i talent non servono» certo, non a una carriera duratura, ma a uno scoppio di popolarità sì… Poi che la ci si debba conquistare, la carriera, mattone dopo mattone, va costruita, come hanno fatto Marco Masini e Fedez, che vien da sé, sono l’ideale ponte tra l’evento Sanremo che era ieri e il programma tv che è oggi, quello che non disturba e che non dispiace a nessuno: se vincessero loro, e la canzone lo merita, sarebbe il «Male necessario» per fare una dignitosa rivoluzione. Toccherà a Stefano De Martino il compito di fare l’incendiario e il pompiere al tempo stesso? All’Auditel, tra un anno, il responso.

 

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