Festival di Sanremo
Partiamo dalla fine (o quasi) di questo Sanremo Festival 76ª edizione, la serata delle cover...
Di alcune non ne sentivamo il bisogno: Renga e Giusy Ferreri che cantano Bowie nella versione Italiana di «Space oddity», «Ragazzo solo ragazza sola», una cover della cover, la domanda sorge spontanea «ma perché?». Poi ricantare per l’ennesima volta il Tenco di «Mi sono innamorato di te» con il penoso Chiello e tal Saverio Cigarini al pianoforte a straziare una canzone che non merita questa ulteriore smembratura. Come non la meritava «La canzone dell’amore perduto» di De André con Nayt e Joan Thiele che avrebbero il fermo almeno per 48ore, un minimo d’accertamenti…
Discorso diverso per chi ci credeva veramente come Dietonellapiaga e Tony Pitony , lei la Lady Gaga delle prime colline con la tinta sbagliata tendente a un rosa Barbie, e lui con la maschera compreso «occhiale finto». Sono in molti con il «cela bulbo», da Dargen D’Amico e pure il contagiato Pupo che nella performance sembrava d’improvviso il piccolo interprete di «Mamma mi sono ristretto» canticchiare una versione di «Su di noi» con quel «Su di noi nemmeno una nuvola» che se n’era andata dalla paura. Poi Morandi padre che dà una manata sulle spalle al proprio figliuolo Tredici Pietro: è un nome d’arte per non usare quello del papà che poi ti consegna il più utile degli «endorsement» caracollando fino alla Riviera... Poi ci resti quasi male del semplice uso del talento, della competenza, della misura quando Arisa spedisce tutti alla riflessione: «Si canta in amore, con amore e rispetto della musica» e inanella una versione di «Quello che le donne non dicono» sorretta e magnificata dal Coro del Teatro Regio di Parma, non quello delle afone Bambole di pezza che fan diventare inutilmente «cattiva» la sempiterna reginetta Cristina D’Avena, quella dagli «occhi di gatto», salvo che poi uno come Leo Gassmann prende a morsi Cocciante con Aiello, cantando, straziandola, «Era già tutto previsto». Ecco, il titolo giusto per questo Sanremo 2026; canzoni polemiche e tempi in cui non è accaduto niente di particolarmente eccitante, niente di riprovevole, niente di stucchevole non fosse per le mamme citate ovunque e comunque: non mi stupirei più di tanto che dall’anno prossimo venga istituito il «Premio Mami» con tanto di attestato…
Già, l’anno prossimo e… come una barretta d’energizzante, Conti sibilla ai posteri che ci potrebbe «ancora» essere lui… Consultare i tarocchi, ce n’è bisogno…
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