La guerra
Tehran, Iran
Ora è sano e salvo nella sua casa di Parma, ma è stata una vera e propria odissea quella che ha dovuto vivere Gabriele Pin per fare ritorno in Italia dall'Iran. L'ex centrocampista di Parma, Juventus e Lazio e storico collaboratore di Cesare Prandelli e Arrigo Sacchi, oggi riveste il ruolo di vice allenatore del Foolad Mobarekeh Sepahan, squadra di calcio di Esfahan, metropoli a circa 400 chilometri a sud di Teheran. Lo scoppio della guerra lo ha costretto ad una fuga a dir poco avventurosa: restare nella città era infatti estremamente pericoloso. La zona di Esfahan ospita molti dei siti nucleari dell'Iran, fra cui quello di Natanz, ed è anche un'area in cui si producono missili e droni. Così da venerdì è diventato uno degli obiettivi privilegiati dei raid di Usa e Israele.
Dopo aver scartato la partenza in aereo, tutti i voli per l'aeroporto di Dubai erano stati cancellati, Gabriele Pin, assieme agli altri componenti dello staff tecnico e ad alcuni giocatori, non ha avuto altra scelta per mettersi in salvo che salire su un van e attraversare via terra praticamente tutto l'Iran. Un viaggio, a tratti anche molto pericoloso, di oltre mille chilometri sino alla frontiera con la Turchia. Qui, finalmente in salvo, è riuscito ad imbarcarsi prima su un volo interno per Istanbul e poi, finalmente, raggiungere l'Italia atterrando a Bologna.
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