×
×
☰ MENU

La guerra

L'odissea di Gabriele Pin per lasciare l'Iran

Fuga da Esfahan: torna a Parma dopo un'odissea di oltre mille chilometri via terra per sfuggire ai raid nella regione dei siti nucleari

L'odissea di Gabriele Pin per lasciare l'Iran

Tehran, Iran

03 Marzo 2026, 03:01

Ora è sano e salvo nella sua casa di Parma, ma è stata una vera e propria odissea quella che ha dovuto vivere Gabriele Pin per fare ritorno in Italia dall'Iran. L'ex centrocampista di Parma, Juventus e Lazio e storico collaboratore di Cesare Prandelli e Arrigo Sacchi, oggi riveste il ruolo di vice allenatore del Foolad Mobarekeh Sepahan, squadra di calcio di Esfahan, metropoli a circa 400 chilometri a sud di Teheran. Lo scoppio della guerra lo ha costretto ad una fuga a dir poco avventurosa: restare nella città era infatti estremamente pericoloso. La zona di Esfahan ospita molti dei siti nucleari dell'Iran, fra cui quello di Natanz, ed è anche un'area in cui si producono missili e droni. Così da venerdì è diventato uno degli obiettivi privilegiati dei raid di Usa e Israele.

Dopo aver scartato la partenza in aereo, tutti i voli per l'aeroporto di Dubai erano stati cancellati, Gabriele Pin, assieme agli altri componenti dello staff tecnico e ad alcuni giocatori, non ha avuto altra scelta per mettersi in salvo che salire su un van e attraversare via terra praticamente tutto l'Iran. Un viaggio, a tratti anche molto pericoloso, di oltre mille chilometri sino alla frontiera con la Turchia. Qui, finalmente in salvo, è riuscito ad imbarcarsi prima su un volo interno per Istanbul e poi, finalmente, raggiungere l'Italia atterrando a Bologna.

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI