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Intervista

La 15enne parmigiana Maria Adelaide protagonista all'Ariston: «Rifarei Sanremo. E J-Ax è gentile»

Con il suo violino ha accompagnato il cantante nella sua canzone 'Italia starter pack'

La 15enne parmigiana Maria Adelaide protagonista all'Ariston: «Rifarei Sanremo. E J-Ax è gentile»

03 Marzo 2026, 03:01

La 76ª edizione del Festival di Sanremo ha visto tra i protagonisti J-Ax di ritorno sul palco dell’Ariston. Dopo aver partecipato nel 2023 insieme agli Articolo 31 con il brano «Un bel viaggio», quest’anno l’artista si è presentato da solista con «Italia starter pack». Una canzone che propone un ritratto cinico e ironico dei comportamenti tipicamente italiani, affidandosi però a una sonorità che nasce oltreoceano: la musica country. Non a caso, J-Ax è stato accompagnato sul palco da due strumenti che richiamano le radici di questo genere: il banjo e il violino. Ed è proprio una giovane violinista di Parma ad aver affiancato l’artista durante la kermesse, come avevamo anticipato nei giorni scorsi. Il suo nome è Maria Adelaide Molinari, di soli 15 anni, e frequenta il Conservatorio «Arrigo Boito» oltre che la V ginnasio al Liceo classico Maria Luigia.

Maria Adelaide, da quanto tempo studi violino?

«Ho iniziato a studiare col metodo Suzuki con Emilia Gavaruzzi quando avevo cinque anni e mezzo. Poi nel 2020 sono entrata al Conservatorio di Parma perché la mia maestra, Grazia Serradimigni, insegnava qui. In seguito si è trasferita a Bologna, e io ho iniziato a frequentare anche lì il Conservatorio tre anni fa».

Come è iniziata la collaborazione con J-Ax?

«Lorenzo Buso, uno degli autori di “Italia starter pack”, è di Parma e si è rivolto a un’insegnante del Conservatorio per cercare un violinista. Mi hanno chiesto di mandare un video breve in cui suonavo, poi dopo qualche settimana mi hanno contattata. Solo a quel punto ho saputo che si trattava di Sanremo».

Come si è svolto il periodo di preparazione in vista di Sanremo? Che tipo di lavoro c’è stato dietro la performance?

«Mi hanno inviato lo spartito alcune settimane dopo aver ricevuto la notizia. Ho iniziato a studiarlo in autonomia, dedicandoci un po’ di tempo ogni giorno. Non conoscendo ancora il brano, ho intensificato la preparazione dopo la prima prova, che si è svolta a Roma a gennaio. A quel punto ho capito davvero il ritmo della canzone ed è diventato tutto più facile. In tutto abbiamo fatto tre prove: la prima a Roma, e le altre due in febbraio a Sanremo. Poi c’è stata la settimana del Festival».

Eri tesa all’idea di esibirti davanti al pubblico?

«Mentre aspettavo di entrare e osservavo le persone, sì. Quando poi sono salita sul palco ho smesso di guardarmi intorno, perché se l’avessi fatto mi sarei bloccata. Solo alla fine dell’esibizione ho alzato lo sguardo e mi sono resa conto di quello che avevo appena fatto».

Credi che affiancare alla formazione classica collaborazioni nel mondo della musica pop potrebbe essere una tua ambizione per il futuro?

«Prima di questa esperienza non avevo mai pensato di fare qualcosa del genere. Ero sicura di voler entrare in un’orchestra. Ora non dico che voglio fare questo nella vita, ma se dovesse capitare un’occasione che mi interessa la coglierei. L’importante è incontrare delle persone che siano gentili. Prima di andare all’Ariston ho detto “se J-Ax non è gentile non vado”».

Con lui hai avuto un buon rapporto?

«Sì, J-Ax è una bellissima persona. Mi ha sempre chiesto se le cose mi andassero bene, sia per quanto riguarda i vestiti che il modo di muovermi sul palco. Non mi ha mai imposto nulla, era molto attento. Anche quando mi ha dato i fiori durante la seconda serata e mi ha fatto i complimenti sul palco, per me è stato un gesto molto bello».

Un bilancio su questo tuo Sanremo. È un’esperienza che rifaresti?

«Bellissimo. Lo rifarei, ma da più grande forse, da maggiorenne, per vivermi anche tutto il contesto».

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