GUERRA IN IRAN
Lo studente quindicenne di Parma bloccato a Dubai con altri coetanei è rientrato nelle scorse ore mentre altri parmigiani stanno aspettando che un aereo lasci il teso contesto del Medio Oriente per tornare finalmente a respirare tranquillamente. Lontano da droni e scoppi.
Ma la guerra deflagrata nelle scorse ore non coinvolge solo i paesi del Golfo: l'intero mondo dell'aviazione è in affanno, moltissime destinazioni amate dai viaggiatori rischiano di restare semi isolate per giorni. E anche una semplice vacanza può trasformarsi in una odissea.
Ecco perché Confconsumatori ha deciso di stilare una sorta di vademecum rivolto a tutti. E sono solo a coloro che si trovano all'ombra dei grattacieli degli Emirati o in coda per salire su un charter che li riporti a casa.
«Ricordando che è fondamentale fare chiarezza sui diritti di chi doveva partire nei prossimi giorni, o per chi è già partito».
L'associazione infatti ribadisce come sia importante distinguere tra chi ha acquistato un pacchetto turistico e chi, invece, ha comprato un semplice biglietto aereo. «Per i viaggiatori che hanno infatti acquistato un pacchetto turistico - spiega l'associazione - il riferimento normativo è il “Codice del Turismo” che prevede che nel caso di circostanze straordinarie che si sono verificate nel luogo di destinazione o nelle immediate vicinanze – come nel caso di un conflitto armato – il viaggiatore ha diritto di recedere dal contratto prima dell’inizio del pacchetto senza corrispondere alcuna penale. Non solo: non sono dovute spese di recesso e l’organizzatore del pacchetto (che può essere il tour operator, un’agenzia di viaggi online o un’agenzia fisica) è tenuto a rimborsare integralmente quanto versato».
Ma nel caso si resti bloccati lontano? «Qualora sia impossibile assicurare il rientro del viaggiatore, l’organizzatore o il tour operator deve sostenere i costi dell’alloggio necessario – ove possibile di categoria equivalente a quella prevista dal contratto – per un periodo fino a tre notti per viaggiatore, salvo termini più ampi previsti dalla normativa europea. Se, durante l’esecuzione del viaggio, diventa impossibile fornire una parte sostanziale dei servizi turistici pattuiti, l’organizzatore deve offrire, senza costi aggiuntivi, soluzioni alternative adeguate o una riduzione adeguata del prezzo. Resta inoltre l’obbligo, in capo all’organizzatore o al tour operator, di prestare assistenza tempestiva al viaggiatore in difficoltà, fornendo informazioni su servizi sanitari, autorità locali e assistenza consolare, oltre a supportarlo nelle comunicazioni e nella ricerca di soluzioni alternative».
Diversa la situazione per chi ha acquistato soltanto un biglietto aereo secondo quanto ricorda Carmelo Calì, presidente nazionale di Confconsumatori: «In questo caso se la partenza del passeggero è impedita per causa a lui non imputabile, il contratto si risolve e il vettore deve restituire il prezzo già pagato. La norma si applica pienamente alla situazione attuale e prescinde dalla finalità del viaggio e le compagnie non possono invocare un’eventuale tardiva comunicazione per negare il rimborso, anche perché hanno l’obbligo di informare i passeggeri dei loro diritti. Il rimborso, in tali casi, deve avvenire per l’intero importo versato, senza alcuna penale o decurtazione».
«Per tutti i viaggiatori - conclude il presidente di Confconsumatori- oltre alla normativa di settore, ricorrono inoltre i presupposti di legge con conseguente diritto alla restituzione integrale delle somme corrisposte. Ci auguriamo che organizzatori di pacchetti turistici, tour operator, agenzie di viaggio e compagnie aeree rispettino pienamente le norme. In passato, in situazioni analoghe, abbiamo purtroppo registrato chiusure e resistenze nei confronti dei consumatori. Da parte nostra continueremo a vigilare e a intervenire affinché, anche in questa emergenza, i diritti dei viaggiatori siano pienamente tutelati».
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