La rassegna Caleidoscopio
Lo scenario preoccupante del conflitto in Iran, con il rischio di una crisi più ampia, ha aperto la conversazione con Marianna Aprile e Luca Telese, giornalisti e conduttori del talk «In Onda» de La7, moderata dalla giornalista Katia Golini.
«Una guerra illegale e fuori da qualsiasi regola di diritto internazionale. È iniziata - ha detto chiaramente Aprile - senza prevederne le conseguenze. Temo che Trump sia uno squilibrato imprevedibile e pieno di debiti da pagare. Netanyahu voleva fare quest’azione da anni e ci è riuscito con lui».
La parola «speranza», nel corso di questo appuntamento della rassegna Caleidoscopio dell’assessorato alla Cultura, dal tema «Nuovi scenari di un vecchio Continente», ieri al Circolo di Lettura pare aver tuttavia superato la concorrenza di «baratro» tra quelle pronunciate. Le forme di resistenza, in linea con i valori della Costruzione italiana, non smettono di delineare il futuro.
«Trump è figlio di questo tempo - così Telese - e di un’Europa molto debole. Eppure io penso ai giorni in cui a Minneapolis le persone andavano con i fischietti ad avvisare qualcuno che poteva essere colpito. Alle persone che non chinano la testa anche in tempi bui».
Sulla strategia di Donald Trump, Katia Golini ha intrecciato le domande, dalla crisi americana da coprire fino agli Epstein files. «L’operato di Trump - secondo Luca Telese - è disapprovato dalla maggior parte degli americani. L’inflazione sale. I posti di lavoro non sono decollati. Qui abbiamo centinaia di migliaia di files da cui emerge che frequentava un pedofilo conclamato. Tra sei mesi negli Stati Uniti si vota».
Poi l’intervista ha virato sugli effetti della guerra nel Vecchio Continente, già colpito dal crollo delle Borse e dall’aumento del prezzo del petrolio con relativi rincari di bollette e beni di consumo. La comunicazione, in questo frangente storico, diviene azione concreta. A partire dalle immagini diffuse dalla Casa Bianca sulla ricostruzione di Gaza, dei bombardamenti a ritmo di macarena fino ai video di Trump con i rappresentanti dei gruppi religiosi Usa.
Sulla posizione dell’Italia nei confronti della guerra, si è evidenziata la mancanza di una comunicazione decente da parte del Presidente del Consiglio, dei ministri Crosetto e Tajani.
«Credo ci sia una grande difficoltà a pronunciare la parola guerra - per Telese - a pronunciare la parola guerra. C’era un ordine mondiale figlio del sangue dei nostri nonni e bisnonni che hanno costruito un equilibrio di pace. Allora, se tu non sai cosa rispondere se ti chiedono se sei antifascista, stai con quel tentativo eversivo che vuole la dittatura dei saltimbanchi».
Sull’Europa: «Vero che nasce da un processo lungo, ma bisogna mettersi d’accordo su che forma darle. È nel nostro dna. Siamo abituati a mettere in sicurezza la libertà garantita dalla nostra costituzione». «Parma - Medaglia d’Oro per la Resistenza e città delle Barricate».
La chiosa sul referendum della giustizia del 22 e 23 marzo ha portato i giornalisti ad un solo monito: «L’indipendenza della magistratura, come stabilita dalla nostra Costituzione, non sia messa a rischio».
Claudia Olimpia Rossi
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