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Quel coprifuoco fino al 31 luglio: «Per la montagna è il colpo di grazia»

Quel coprifuoco fino al 31 luglio: «Per la montagna è il colpo di grazia»

di Monica Rossi

23 Aprile 2021,09:02

Sindaci uniti: «Chiediamo al governo di ascoltarci, decisioni da condividere». «Categorie economiche già penalizzate subiranno un altro danno»

Gialla, dal prossimo 26 aprile, ma con coprifuoco dalle 22 alle 5. Fino al 31 luglio! E poi si vedrà... Non c’è proprio pace per le attività ricettive che, all’alba della bella stagione, contavano di rifarsi di mesi di estenuanti «yo-yo» tra aperture e chiusure, asporto sì-servizio al tavolo no e infinite forme di delivery. Se per bar e ristoranti di tutta Italia le limitazioni si tramuteranno in perdite di fatturato secche, per le realtà della montagna parmense il coprifuoco d’estate, proprio quando i borghi e le frazioni rivivono anche grazie alla riapertura delle seconde case, è un colpo mortale. 
«È una follia e non è più sopportabile – dichiara il sindaco di Albareto Davide Riccoboni -. Il coprifuoco fino a fine luglio è impensabile. Secondo quale criterio possiamo stare all’aperto seduti fuori in sicurezza fino alle 22 ma non possiamo farlo fino alle 23 o alle 24? Non si riescono più a comprendere certe decisioni e quel che è peggio è che sembra che chi le prende ignori le caratteristiche del territorio». Riccoboni, che in passato si è più volte esposto criticando le decisioni centrali, ricorda che nel periodo estivo la sera c’è ancora luce e caldo «e costringerci in casa non è salutare». Così come è inaccettabile mandare nuovamente in crisi i locali pubblici, che nei paesi montani hanno anche una funzione sociale. «Questa restrizione è il colpo di grazia».
 Non meno critico anche il sindaco di Bedonia. «Questa che sta arrivando, potrebbe essere una buona estate per i territori a bassa densità come i nostri – dice infatti Gianpaolo Serpagli -. La Valtaro ha già dimostrato nell’estate 2020 un comportamento più che prudente, nonostante un aumento importante delle presenze. Tutti gli sforzi e gli accorgimenti che i titolari dei locali pubblici hanno avuto, hanno impedito che nelle nostre comunità si verificasse una seconda ondata. Anzi, da noi continuano i numeri da zona bianca. Ora, tutto il lavoro fatto sembra essere stato vano. Chiediamo al Governo di ascoltarci, di condividere le decisioni con chi ogni giorno parla con i cittadini». Serpagli poi affonda: «questo centralismo è preoccupante. Ci indigna la poca condivisione e il poco ascolto verso i rappresentanti delle categorie e verso gli amministratori. Il coprifuoco alle 22.00 è demenziale, in primo luogo perché costringe a concentrare in poche ore la cena, quindi di fatto a creare più densità; in secondo luogo perché nei territori a vocazione turistica come il nostro chiudere a quell’ora significa assestare un ulteriore colpo economico a categorie già penalizzate». Per il sindaco di Tornolo, non solo la chiusura alle 22 è assurda, ma lo è anche obbligare al solo servizio esterno. 
«Chi ha scritto queste regole non conosce i territori – dice infatti Renzo Lusardi -: i giovani magari fuori ci stanno volentieri, ma le persone anziane vogliono cenare dentro. Queste disposizioni sembrano scritte per far morire le piccole attività».
 

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