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Amarcord Lo sciopero agrario del 1908

L'esodo dei bambini per proteggerli dagli scontri più duri

Trasferiti in Toscana. A Felino spunta una foto

L'esodo dei bambini per proteggerli   dagli scontri più duri

di Giovanna Pavesi

25 Gennaio 2022,10:07

Felino La foto era stata portata in municipio e lì era rimasta a lungo, senza che nessuno ne conoscesse l’origine. Sbiadita dal tempo (e dalla storia), ritraeva un gruppo di bambini e diversi adulti. Tutti vestiti bene. Il suo significato, senza una traduzione nel tempo e nello spazio, si era perso, fino a quando Andrea Rizzi, sindacalista di Felino, in occasione di una riunione all’interno dell’ufficio utilizzato dagli assessori, aveva notato che nell’immagine si intravedeva la bandiera della Camera del Lavoro di Livorno.


«Quel dettaglio mi chiamò – racconta, sorridendo, Rizzi -. Ma è stato osservando meglio i volti ritratti che siamo riusciti a ricostruire chi fossero i soggetti e interpretare il momento storico dello scatto». Che, in effetti, risaliva al 1908, anno dello sciopero agrario e dell’esodo dei bambini (alcuni dei quali felinesi).
In base alle ricostruzioni storiche, i piccoli erano stati mandati nel comune toscano di Pontedera (in provincia di Pisa), per salvaguardarli dagli scontri e dalle violenze generati dalle proteste. Un primo lavoro di ricerca, avviato da Rizzi e dalla Cgil, aveva prodotto una presentazione alla cittadinanza nel 2018, utile a far conoscere il periodo storico e i nomi dei piccoli (che, in qualche caso, erano stati riconosciuti). Poi, c’è stata la diffusione del covid e il lavoro di ricerca e d’archivio, per recuperare più informazioni possibili, si è interrotto. Ma riprenderà.
«La foto fu portata in Comune da un parente di Amedeo e Amedea Grassi, entrambi presenti nello scatto – spiega il sindacalista -. Oltre a loro, sono stati riconosciuti altri due piccoli felinesi e l’unicità della foto, rispetto alle altre scattate, è che è l’unica a ritrarre anche chi li accolse».
Come specificato da Rizzi, infatti, «l’esodo fu di massa, anche perché solo in provincia di Parma furono coinvolti 15mila lavoratori e 3mila minori».


«Abbiamo un archivio storico molto importante, su cui abbiamo investito tanto, che abbiamo messo a disposizione anche degli studiosi della storia locale o a chi fosse interessato a riscoprirla», commenta Elisa Leoni, ex sindaco di Felino. La foto, oggi ancora in municipio, è stata digitalizzata e diffusa. «Prima del covid stavamo proseguendo nella ricerca e ora vorremmo ricostruire qualche storia, a Livorno e a Pontedera, perché i bambini rimasero lì qualche anno – chiarisce ancora Rizzi –. È opportuno conoscere questa parte di storia di Felino, perché, a livello sindacale, è stato uno dei territori più vivaci, nei primi del ‘900. Approfondendo abbiamo trovato qualche altra storia collaterale: per esempio, sempre sugli avvenimenti dello sciopero agrario di quell’anno, sui 65 processati a Lucca, tre erano di Felino e sarebbe interessante scoprire anche le loro vicende».


L'ex sindaco Leoni, nel sottolineare l’importanza dell’approfondimento storico, ha ricordato anche come quell’immagine possa costituire (ancora) un importante messaggio politico: «Il mondo è, da sempre, fatto di migrazioni e c’è stato un momento della nostra storia dove anche noi, a Felino, siamo stati migranti».
Per Rizzi, avere consapevolezza delle proprie radici e delle vicende passate è determinante per imparare a riconoscersi e collocarsi storicamente: «Lo sciopero e i suoi effetti non risalgono poi a tantissimo tempo fa, ma questo episodio ci aiuta. All’epoca della foto non esistevano centri d’accoglienza: c’erano persone che ospitavano nelle loro case questi bambini, che per l’epoca arrivavano da lontano, senza nemmeno conoscerli più di tanto, garantendo loro di vivere dignitosamente e di andare a scuola».
Giovanna Pavesi

© Riproduzione riservata

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