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Il circolo

Colombofili e Arci Post: dove volano i colombi

Colombofili e Arci Post: dove volano i colombi

di Antonio Bertoncini

23 Maggio 2022,09:43

«Vola, colomba bianca vola…»: cantava così Nilla Pizzi nel 1952, quando migliaia di colombi viaggiatori volteggiavano sul cielo di Parma, per tornare a casa di ritorno da terre lontane. Allora era in via Bixio il regno, la casa madre di molti piccioni viaggiatori. Anche se non c’erano la posta elettronica e whatsapp, non portavano più i fatidici biglietti a destinazione, ma correvano ad ali spiegate per arrivare prima dei loro colleghi.
Pochi lo sanno, ma nell’anno di grazia 2022 volano ancora i colombi parmigiani, e atterrano in via dei Mercati, dove da oltre mezzo secolo si trova la loro casa, che oggi condividono con le centinaia di giovani che affollano i concerti del circolo Arci Post.
E’ una strana storia, un connubio inedito quello della convivenza intergenerazionale, che si è creata alla periferia ovest di Parma, fra nonni che curano i loro colombi come bambini, e nipoti che suonano, cantano e ballano cercando di non disturbare troppo. Come e perché è nato questo sodalizio ce lo spiegano tre dei venti colombofili rimasti in attività in una uggiosa domenica mattina, mentre sono alle prese con la cura dei loro adorati pennuti, compagni di vita nel tempo libero.

«In questi alloggiamenti - spiega Fernando Brianti - vivono 300 colombi viaggiatori. E’ di gran lunga la più grande colonia di Parma. Facciamo ancora gare per il solo piacere di coltivare il nostro hobby. Nei giorni scorsi ce n’è stata una a Foggia, con 1600 partecipanti. I nostri colombi sono partiti dalla città pugliese e stanno tornando a casa. Nel nostro caso percorrono 563 chilometri alla media di oltre 75 orari». Il punto di riferimento del gruppo è Gino Montanini, 79 anni, colombofilo da quando ne aveva 17: «Dovunque li porti, i colombi tornano sempre a casa, anche se qualcuno arriva malconcio per incontri troppo ravvicinati con i pali delle viti o i fili della luce. L’associazione - spiega - è qui dagli anni Settanta, dove i Colombofili hanno costruito mattone su mattone la loro sede su un’area del Comune. Ormai siamo rimasti in pochi e su di età, così, in accordo con l’Arci, abbiamo deciso di condividere i nostri spazi con un circolo giovanile».

«E’ stata una scommessa vinta - conferma Sergio Battilocchi, che fa volare piccioni dal 1965 - questi ragazzi sono gentili e rispettosi, felici di avere uno spazio per le loro attività, e noi abbiamo di fatto delegato a loro la gestione». Fino alla fine del secolo scorso, i Colombofili contavano centinaia di appassionati e la sede di via dei Mercati era punto di riferimento per un mondo ancora molto popolato nell’intera provincia di Parma. Oggi la sede si presenta come uno spazio composito, con locali datati e certamente bisognosi di una robusta ristrutturazione. Ma per i giovani e i vecchi che la affollano va bene anche così: c’è un’ampia area cortilizia su due livelli, con una grande pensilina che ospita il bar estivo all’aperto, e c’è un hangar parzialmente chiuso, dal quale si accede nella adiacente piccionaia, isolata per evitare disturbi acustici. Lungo il confine, una grande scritta con un testo di Gramsci: «Istruitevi, agitatevi, organizzatevi».

All’interno il bar e una grande sala multiuso, in grado di ospitare fino a 500 persone: un locale molto spartano, ma ampio e particolarmente vocato all’attività giovanile. Di circoli giovanili, in realtà, ce ne sono due. Nel 2014 l’Arci fece un investimento notevole per riciclare e soprattutto ringiovanire il circolo che ha mantenuto la denominazione di Colombofili, affidandone la gestione a Paolo Lommi, tuttora presidente. Il circolo oggi conta circa 500 iscritti, prevalentemente appartenenti ad una generazione che va dai 30 ai 50 anni, per un’esperienza associativa vissuta insieme ai nonni che allevano piccioni. Nel 2017 un’ulteriore più radicale svolta: una cinquantina di giovanissimi dà vita ad un secondo circolo, l’Arci Post, guidato da Manuel Marsico, che con i suoi 2500 iscritti è diventato un punto di riferimento per l’universo giovanile parmigiano.

«Qui convivono gli ingabbi dei piccioni con gli universitari che vengono a studiare in uno spazio che ha cambiato volto - spiega Tito Mora, under trenta, uno dei due dipendenti della struttura - già i Colombofili del nuovo circolo, che gestiscono tuttora l’area ricreativa, facevano un festival punk prima del nostro arrivo. La creazione del Post nel 2017 ha ottimizzato l’uso di questo spazio, con l’ampliamento dell’apertura e la moltiplicazione delle iniziative». Il Post funziona come un normale circolo Arci e si avvale di un’ampia base di volontariato giovanile: «Il circolo è in una posizione comoda e isolata, ma contribuisce ad animare una porzione slabbrata della città - fa notare Tito Mora - i colombofili si fermano da noi per un caffè e due chiacchiere, i ragazzi vengono a studiare da quando le biblioteche sono rimaste inaccessibili per il Covid. Qui si fa un po’ di tutto: il giovedì c’è la serata giochi, con briscola, scacchi e biliardino, in altre serate si fanno concerti rock live, ma c’è spazio anche per la discoteca con dj volontari, che propongono musica più commerciale adatta a diverse età e serate a tema. Funziona anche la pista da ballo con canzoni anni Ottanta. Da giugno proporremo pure il tango, e la domenica ballo con canzoni folk. Persino con il Festival di Sanremo sul grande schermo abbiamo riempito la sala».

Al Post si fa anche cultura e si pensa alla solidarietà: «Facciamo un paio di iniziative al mese - spiegano i dirigenti del Post - ospitiamo manifestazioni per l’affermazione dei diritti, con incontri sull’orientamento sessuale, promuoviamo manifestazioni per la difesa dell’ambiente, di recente abbiamo fatto un incontro sulla guerra in Ucraina con Mara Morini. Per la solidarietà, partecipiamo alle collette alimentari e cercheremo di attivare un corso di italiano per stranieri». «Il nostro impegno va oltre l’attività ricreativa - conferma il presidente Manuel Marsico - oggi il Post è un’istituzione impegnata su diversi fronti. Ad esempio, promuoviamo spettacoli teatrali ispirati soprattutto alla comicità improvvisata, con compagnie di tutta Italia, frequentati da 300 ragazzi. Presentiamo libri su temi controversi di attualità. Insomma - conclude - ci proponiamo come uno dei rari spazi di aggregazione ispirati al mutualismo».

 LA STORIA La prima sede in via ToscanaNon è facile ricostruire la storia dei Colombofili. La fondazione del circolo risale alla prima metà del secolo scorso, ma la vita reale di chi fa volare piccioni viaggiatori si diluisce e si stempera come le località attraversate sulle ali dei colombi. Ci proviamo con i testimoni diretti di quella avventura.
«I Colombofili – ricorda Gino Montanini – sono nati negli anni Trenta in via Toscana, poi si sono trasferiti negli anni Sessanta al parco Ducale, accanto alla Corale Verdi. Negli anni Settanta abbiamo costruito, con le forze dei volontari amanti del nostro sport, questa sede di proprietà nella zona dei Mercati, perché i piccioni in centro erano diventati un problema».
«In quegli anni eravamo davvero in tanti – dice Sergio Battilocchi – c’erano la Premiata e l’Alcione in via Bixio, poi il Condor, la Fulgor, le Rondinelle accanto al Cinema Verdi, i Ferrovieri in via Trento. Da Parma gareggiavamo con 4000 piccioni viaggiatori».
Oggi sono rimasti in pochi, ma la tradizione è ancora viva. Grazie ai fantastici allevatori di via del Mercati i piccioni di Parma continuano a solcare i cieli italiani. Il resto è cronaca di una strana positiva pacifica convivenza fra diverse generazioni, in uno spazio ricreativo pubblico un po’ «sgarrupato», ma molto vivo da oltre mezzo secolo, con l’associazione Colombofili «rimessa a nuovo» nel 2014, e l’irruzione dell’Arci Post nel 2017, fra piccioni che tubano, due chiacchiere e un caffè.

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