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siccità

Il Grande Fiume restituisce quel natante dei ricordi - Foto

17 Luglio 2022,15:40

L’eccezionale magra del Grande fiume ha reso ben visibile (non era mai accaduto prima d’ora), a due passi dal ponte “Giuseppe Verdi” i resti di un vecchio natante. Ancora una volta, a suo modo, il Po ha restituito un pezzo di storia della sua gente. Quello in questione non è il vecchio traghetto, come inizialmente si era ipotizzato, ma una imbarcazione che apparteneva a persone della vicina Sospiro. Era composta da due barconi in cemento ancorati in parallelo, tra i quali era sistemata una piattaforma su cui era stata sistemata una casetta in laterizio abitualmente utilizzata, in passato, per ritrovi di pescatori, cacciatori di anatre e amici del Grande fiume, per merende conviviali, partite di briscola e quattro chiacchiere in compagnia, direttamente sul fiume. La sua fine è stata decretata in una nebbiosa notte di diversi decenni fa, quando una bettolina in transito, a causa proprio della bruma che avvolgeva il fiume, l’ha speronata. Per il barcone non c’è stato chiaramente nulla da fare, si è inabissato portandosi via ricordi, momenti indimenticabili sul fiume e istanti di vita della gente del Po. Oggi è ancora lì, “ancorato” per altro da una struttura metallica fissata alla riva, finito contro la riva. Da decenni, ormai, continua a modo suo a “vegliare” sul fiume e sulla sua gente, in silenzio, da autentico baluardo del Po. I responsabili del natante erano pressoché tutti di Sospiro (Cremona) e si trattava di Renato Arcari, Andrea Grandi, Ernesto Ballasina, Salverino Grandi, Carlo Bresciani, Ricchetto Grandi, Franco Guarneri e Romano Abruzzi (questi ultimi due sono i soli viventi). La sua storia è stata ricostruita grazie alla collaborazione di persone della zona e in particolare di Margherita Grandi, sorella di Andrea Grandi e la cognata di Ernesto Ballasina. Il luogo, per lo più, era frequentato da pescatori, cacciatori di anatre, appassionati del fiume: tutte persone che, per altro, all’epoca si occupavano di tenere in ordine le sponde del Po. Poi la fine improvvisa; l’incidente con la bettolina, l’inabissamento nel Po, la fine di una epopea. Ma non della storia perché quella, anche se in modo diverso, continua ad essere scritta su entrambe le rive del fiume. p.p.

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