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Borgotaro

Quel murale che ricorda le gesta del «prete volante»

Quel murale che ricorda le gesta del «prete volante»

02 Maggio 2024, 11:09

Le celebrazioni organizzate dal Comune per celebrare il 25 aprile, domenica hanno fatto tappa nella frazione di Belforte. La frazione ha avuto un ruolo determinante durante la lotta di liberazione, grazie all’impulso e coraggio dell’allora parroco don Guido Anelli. Tra la metà del ‘43 fino al 25 aprile del ’45, la canonica di Belforte divenne il Centro unico operativo della strategia partigiana, culla della seconda Brigata Julia, e luogo di ospitalità clandestina dei ribelli, dei renitenti alla leva e di coloro che cercavano rifugio.

Don Guido, nome di battaglia “Don Tito” assunse un ruolo determinante e strategico, non solo per la copertura riservata ai chiamati alla leva e dei ricercati dal regime, ma soprattutto per l’eroica azione di ricerca di risorse economiche. Nel novembre del ’44 raggiunse Roma e fu ricevuto da esponenti del Governo che gli assicurarono 13 milioni di lire per rinvigorire le casse delle brigate partigiane. Per facilitare il rientro presso la parrocchia, venne organizzato un volo e Don Anelli si paracadutò nei pressi di Bardi. A tale eroica azione si deve l’appellativo di “prete volante”. Per celebrare le gesta partigiane del sacerdote, la Comunità di Belforte, il locale circolo Acli, l’amministrazione comunale e le associazioni partigiane, hanno inaugurato il murales ad egli dedicato, unitamente al cane “Lampo”, che grazie al fine udito il 2 febbraio del ’45 fece scampare dall’agguato i partigiani rifugiati in canonica.

Hanno portato il saluto il sindaco Marco Moglia, l’assessore alle frazioni Stefania Mortali, inoltre Giorgio Giliotti, Matteo Daffadà, e Sandro Sandroni. Nell’occasione, dopo le presentazioni di Michele Mazzali e Giovanni Giliotti del Circolo Arci, gli architetti Maria Pattacini, Giovanni Signani e Graziano Tonelli, già Direttore dell’Archivio di Stato di Parma, hanno tratteggiato la storia della frazione di Belforte.

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