La sottosegretaria regionale Rontini, sopralluoghi nel Parmense: priorità frane e "più sicurezza per il Cepim"
01 Febbraio 2026, 15:36
La sottosegretaria alla presidenza della Regione Emilia-Romagna con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini, ha fatto il punto sulla sicurezza idrogeologica nel Parmense con una giornata di sopralluoghi insieme al consigliere regionale Andrea Massari e ai vertici dell’Agenzia per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile, di Aipo e della Provincia di Parma.
La visita è partita da un incontro nella sede della Provincia per fare il punto con sindaci, rappresentanti istituzionali e tecnici dell’Agenzia territoriale di Protezione civile sui principali movimenti franosi attivi sull'Appennino parmense. La priorità resta garantire i collegamenti stradali a rischio, in particolare sulla strada provinciale 28 a Bardi e sugli smottamenti della Sp 84 a Corniglio. Successivamente Rontini e Massari hanno incontrato i sindaci di Roccabianca, Fontanellato, Sissa Trecasali e fatto il punto anche su San Secondo Parmense, affrontando caso per caso la sicurezza di alcuni nodi idraulici lungo i torrenti Stirone e Taro e del reticolo minore. Il momento centrale della giornata si è svolto sull'argine del fiume Taro, al Cepim Interporto di Parma, il terzo insediamento logistico del Paese e il settimo in Europa. Rontini ha visitato l’area dove sono stati ultimati i lavori di difesa spondale finanziati dalla Regione ed eseguiti nel 2020 da Aipo e dove sempre Aipo sta realizzando ulteriori opere di difesa idraulica sul lato del Comune di Parma. Gli interventi necessitano di un completamento per arrivare a una protezione definitiva di un’area strategica per l’economia regionale. «Insieme all’Agenzia per la Sicurezza Territoriale, alla Protezione Civile e ad Aipo, abbiamo messo a fuoco alcune delle emergenze in termini di sicurezza idraulica e difesa del suolo - ha detto Rontini - Siamo sull'argine del Taro a ridosso del Cepim, dove Aipo era già intervenuta per mettere in sicurezza un grande insediamento logistico su cui persistono fenomeni di erosione spondale nella parte più a nord. Insieme ai tecnici abbiamo iniziato a ragionare su come aumentare la sicurezza anche attraverso la programmazione di future risorse».