Il personaggio
Un destro rabbioso nell'angolino. Così si è presentato nella nuova stagione Adrian Benedyczak, che, nei primi scampoli di partita agli ordini di Cuesta, ha impiegato una decina di minuti per firmare proprio al 90' il gol del definitivo 1-1 nell'amichevole di giovedì scorso a Wörgl in Austria contro il Maiorca. Una rete speciale dal duplice significato: se da un lato ha permesso al Parma di mantenere l'imbattibilità in precampionato, dall'altro, a livello personale, è il primo importante segnale di rinascita dell'attaccante polacco, acquistato nel 2021 dal Pogon Stettino per due milioni di euro e frenato da due operazioni alla caviglia sinistra che lo hanno tenuto fuori a lungo.
Calvario alle spalle
Basti pensare che l'ultimo timbro in gare ufficiali risale addirittura al 2 marzo 2024 in casa della Ternana, il decimo nell'annata più prolifica in carriera che lo fece diventare il miglior marcatore del suo Paese nella storia della serie B. Poi, il maledetto crac contro il Lecco a fine aprile, la festa promozione in stampelle, il primo intervento chirurgico a Londra, seguito da una lenta e faticosa riabilitazione in patria e a Collecchio. Durante i sei mesi di stop, il Parma non lo ha mai abbandonato, tanto da rinnovargli il contratto fino al 2028 (un attestato di stima e di fiducia in un momento difficile), e se lo è coccolato fino all'atteso debutto in A al Tardini col Genoa ai primi di novembre. La fine di un incubo? Macché, a metà febbraio, dopo qualche sporadica e opaca apparizione, arriva l'ennesima mazzata: seconda volta sotto i ferri, sempre a Londra, per pulire la cartilagine della «solita» caviglia, che non era guarita del tutto.
Da lì un recupero in tempi relativamente brevi ma in campo si è rivisto solo un quarto d'ora o poco più col Como tra le mura amiche perché in quel frangente, in piena bagarre salvezza, c'era bisogno di gente pronta e fisicamente al 100%. E ancora, a inizio preparazione, il programma personalizzato a Collecchio ha costituito la tappa finale di un calvario durato un anno e mezzo e spazzato via dal ritorno al gol al debutto stagionale.

Obiettivo Nazionale
«Penso solo a quello che ho davanti e non al passato», le parole di Benek al termine della sfida al Maiorca. In fondo, piangersi addosso non fa parte del suo costume. L'estate 2025 gli ha già regalato il dono più bello, la nascita della secondogenita Alicja, alla quale spera presto di dedicare una rete, magari la prima in serie A. Tra gli altri obiettivi nemmeno troppo nascosti, quelli di riprendere a essere l'attaccante spietato che tra il 2022 e il 2023 catturò l'interesse di Atalanta, Bologna, Cagliari, Amburgo e di un dirigente navigato come Giovanni Sartori e guadagnarsi nuovamente la chiamata in Nazionale maggiore, dove vanta un paio di convocazioni senza, però, aver mai esordito e a cui dovette rinunciare, a malincuore, nel novembre di due anni fa a causa di un lieve acciacco.
Duttile e rigorista
«Mi piace giocare sempre davanti, anche come seconda punta, ma non ho problemi neanche a fare l’esterno o il trequartista. Sono a disposizione dell’allenatore». Cuesta sa di poter contare sulla duttilità del numero 7 crociato (già spostato in pianta stabile da Pecchia sulla fascia sinistra), classe 2000, che, oltre a doti fisiche e tecniche indiscutibili, garantisce profondità al reparto offensivo e può rappresentare la spalla ideale di Pellegrino nel 3-5-2 sperimentato tra Maiorca e Pro Vercelli. E poi, complici la partenza di Bonny e quelle probabili di Man e Hernani, potrebbe tornare a essere il rigorista della squadra, un ruolo che seppe conquistarsi con pieno merito tra i cadetti: sei penalty trasformati su sette costituiscono un bottino di tutto rispetto e, se dovesse esserci l'occasione di andare sul dischetto, lui di sicuro non si tirerebbe indietro. In attesa di tornare al massimo della forma, il primo passo verso la rinascita è stato compiuto. E chissà, che tra tanti voci di mercato, il Parma non si ritrovi già in casa il suo miglior acquisto per l'attacco.
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