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Firmato il Dpcm, in vigore dal 6 marzo al 6 aprile. Il 54% delle infezioni dovute alla variante inglese

Firmato il Dpcm, in vigore dal 6 marzo al 6 aprile. Il 54% delle infezioni dovute alla variante inglese

02 Marzo 2021,06:50

Il «Dpcm è stato firmato dal presidente del Consiglio pochi minuti fa ed è in vigore dal 6 di marzo al 6 di aprile». Lo dice il ministro della Salute Roberto Speranza in conferenza stampa a Palazzo Chigi. 

Ministro Gelmini «I tempi sono fondamentali per non arrecare nuovi disagi ulteriori ai cittadini: la bozza è pronta da venerdì e siamo in grado stasera di completare il dpcm Covid. C'è un cambio nel metodo, perché il dpcm è improntato alla massima condivisione possibile. La risoluzione del Parlamento è la stella polare, poi la condivisione si è estesa alle Regioni, province, comuni. Abbiamo cercato di acquisire il punto di vista degli amministratori: abbiamo accolto alcune proposte come la partenza delle misure restrittive dal lunedì». Lo dice il ministro degli Affari regionali Maria Stella Gelmini in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Ministro Speranza «Il principio guida del nuovo dpcm, adottato dopo confronto ampio con Parlamento e Regioni, è la tutela della salute come questione fondamentale e faro, linea guida essenziale. Per ricostruire il Paese, per lo sviluppo del Paese, bisogna vincere la pandemia. La curva dà segnali piuttosto robusti di ripresa e risalita e facciamo i conti con alcune varianti temibili del virus come la variante inglese, ma anche variante sudafricana e sudamericana». Lo dice il ministro della Salute Roberto Speranza in conferenza stampa a Palazzo Chigi.


Il presidente del Css Locatelli «Abbiamo anche noi evidenze chiare sul fatto che la variante inglese» è più trasmissibile «nelle fasce di età comprese tra i 10 e i 19 anni, ma anche tra i 6 e 10 anni» nelle quali «vi è un aumento del numero di casi infetti come Sars-Covid 2. Questo maggiore potere infettante o contagiante non si associa a patologia più grave». Lo dice il presidente del Css Franco Locatelli in conferenza stampa a Palazzo Chigi. «I bambini, per dare un messaggio molto chiaro, restano fortunatamente risparmiati dalle forme più gravi», spiega Locatelli.  ‌E sappiamo che protezione vaccinale Covid copre quella inglese 
 «Sappiamo che la variante inglese non mostra resistenza all’effetto protettivo dei tre vaccini oggi disponibili nel Paese. Per quel che riguarda invece la variante brasiliana credo che vada sottolineato che da un lato vi sono segnalazioni da parte di colleghi brasiliani di soggetti che vi sono reinfettati tuttavia non vi è ad oggi alcuna pubblicazione scientifica che abbia messo nero su bianco quest’informazione. Anche in presenza di eventuali reinfezione di fatto queste non si dovrebbero proprio connotare con forme di particolare gravità». 

I dati dell'Iss In Italia intanto è stato reso noto che al 18 febbraio scorso la prevalenza della cosiddetta "variante inglese" del virus Sars-CoV-2 era del 54%, con valori oscillanti tra le singole regioni tra lo 0% e il 93,3%, mentre per quella "brasiliana" era del 4,3% (0%-36,2%) e per la "sudafricana" dello 0,4% (0%-2,9%).

La stima viene dalla nuova "flash survey" condotta dall'Iss e dal ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler. Per l'indagine - spiega l'Istituto Superiore di Sanità - è stato chiesto ai laboratori delle Regioni e Province autonome di selezionare dei sottocampioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus, secondo le modalità descritte nella circolare del ministero della Salute dello scorso 17 febbraio. Il campione richiesto è stato scelto dalle Regioni/Province Autonome in maniera casuale fra i campioni positivi garantendo una certa rappresentatività geografica e se possibile per fasce di età diverse. In totale, hanno partecipato all'indagine le 21 Regioni/Province Autonome e complessivamente 101 laboratori, e sono stati effettuati 1296 sequenziamenti.

"La cosiddetta 'variante inglese' sta diventando quella prevalente nel paese - sottolinea l'Iss -, e in considerazione della sua maggiore trasmissibilità occorre rafforzare/innalzare le misure di mitigazione in tutto il Paese nel contenere e ridurre la diffusione del virus mantenendo o riportando rapidamente i valori di Rt a valori «1 e l'incidenza a valori in grado di garantire la possibilità del sistematico tracciamento di tutti i casi. Dai dati emerge una chiara espansione geografica dall'epicentro umbro a regioni quali Lazio e Toscana della cosiddetta 'variante brasiliana', che deve essere contrastata con le massime misure di mitigazione". 

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