"Ieri abbiamo cominciato, con il presidente Conte, a valutare un piano di riapertura progressiva, tendendo conto delle due richieste che avevamo fatto: una sulla manifattura e una sui cantieri. Si tratta di capire se parte tutto il 4 maggio o se qualcosa può partire anche il 27 aprile". Lo ha detto il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ospite di "Agorà", su Rai Tre. "In queste ore dovranno arrivare linee guida nazionali sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro e sul trasporto pubblico - ha aggiunto Bonaccini -. Mi pare si stiano facendo passi avanti, queste sono ore decisive. Poi dobbiamo tenerci tutti pronti anche dal punto di vista sanitario nel caso di un rialzo della curva dei contagi".
«Penso che il Governo, se tutto andrà bene, riaprirà le scuole per il prossimo anno scolastico. Noi, però, dobbiamo inventarci qualcosa, partendo dai centri estivi. C'è bisogno di fare respirare i bambini, vedremo in che modo. In sicurezza e senza assembramenti, vogliamo riaprire i nostri parchi. Stiamo lavorando, daremo le indicazioni del caso». Lo ha detto il governatore della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini rispondendo, in diretta su Lepida Tv, alle domande dei cittadini sull'emergenza sanitaria.
Proseguendo il ragionamento su bambini e famiglie, ha aggiunto: «Se si riprende a lavorare, i genitori devono sapere dove potere lasciare i bambini e devono sapere chi li possa accudire. Credo ci sia bisogno di prolungare i congedi parentali e dare ulteriori risorse al sistema 0-6 anni. Guardiamo anche ai privati, non vogliamo lasciare nessuno nel dramma».
"I 65 milioni investiti per coloro che lavorano nella sanità pubblica è assolutamente confermato". Il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha spiegato che con i sindacati e i rappresentanti lavoratori dei vari comparti si deciderà di dare un bonus di circa 1000 euro di media ai 60 mila operatori sanitari della Regione: "Qualche euro in più spetterà a chi è stato in prima linea e qualche euro in meno a chi in quarta, ma è un riconoscimento dovuto- ha sottolineato Bonaccini- per lo straordinario lavoro che medici, infermieri, medici di famiglia e operatori sanitari in genere stanno dedicando alle nostre comunità. E il bonus vogliamo stenderlo anche agli specializzandi perchè se lo meritano". Ma il presidente Bonaccini ha poi spiegato che per rendere merito allo sforzo profuso dagli operatori sanitari è necessario "investire sempre di più sulla sanità pubblica di questa regione e mi auguro del paese. Abbiamo visto come l’universalismo delle cure a chi è ricco cosi come a chi è povero sia indispensabile. Mai come oggi si vede la necessita di un sistema che funzioni, basato sul rinforzo territoriale. Anche noi, nonostante abbiamo una delle sanità pubbliche migliori al mondo dobbiamo migliorare. Dovremo imparare da questa tragedia ad un ulteriore rinforzo territoriale non solo negli ospedali".
"Bisogna fare subito e bene". Lo dice il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, in un'intervista al Corriere della Sera, in merito al vertice dei capi di Stato e di Governo dell'Ue del 23 aprile a Bruxelles. "Quello di oggi e' un Consiglio europeo importante. Si apre la partita decisiva, quella che riguarda la ricostruzione delle economie dopo la pandemia - spiega Sassoli -. Per l'emergenza abbiamo un ampio ventaglio di fondi e prestiti che sono gia' rilevanti. Ma la profondita' della crisi impone un vero progetto di ricostruzione, un nuovo Piano Marshall, che a differenza di quello del Dopoguerra dev'essere finanziato dagli stessi europei. L'idea degli ultimi giorni, che ha allentato molte tensioni, e' di procedere con un Recovery Fund legato al Bilancio dell'Unione e in grado di finanziarsi sul mercato, con l'emissione di obbligazioni, cioe' di titoli comuni. Questo va nella direzione di un'Europa solidale che condivide il peso della crisi". "Nel Recovery Fund ci sono due modalita', i prestiti e i grants, cioe' i finanziamenti a fondo perduto. Se dovranno esserci co-finanziamenti statali si vedra'. Ricordo che l'ultimo pacchetto approvato dal Parlamento ha previsto la soppressione dei cofinanziamenti nei fondi di coesione per il 2020 - sottolinea il presidente dell'Europarlamento -. Ma qui si apre una grande questione, che deve preoccuparci tutti: abbiamo bisogno di Paesi che siano pronti a spendere i soldi che arrivano. Sarebbe inconcepibile che stanziamenti di questa portata non trovassero una loro collocazione. Quindi in attesa che il Recovery Fund si materializzi, sarebbe bene che i Paesi si attrezzassero per essere capaci di spendere". E spiega: "Credo che l'Italia debba prepararsi pianificando la spesa. Anche con aggiustamenti, rivedendo, correggendo o razionalizzando le procedure, il codice degli appalti, i meccanismi burocratici che spesso impediscono o rallentano l'accesso alle risorse europee. Non e' solo un problema dell'Amministrazione pubblica, centrale o regionale, ma anche di quelle private. Il sistema bancario per esempio deve semplificare la propria burocrazia".
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