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«Ci sono lager nella Libia», «dobbiamo pensare alla politica migratoria» e l’Europa deve farlo insieme, «l'Unione europea deve mettersi d’accordo" evitando che l’onere ricada solo su alcuni Paesi come «l'Italia e la Spagna». Lo ha detto il Papa rispondendo alle domande di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa. Vediamo poveri, migranti che muoiono, bambini che hanno fame, vediamo le ingiustizie ma c'è la tentazione molto brutta a guardare da un’altra parte. "Guardiamo, ci lamentiamo un po' e poi è come se nulla fosse accaduto. E’ necessario sentire e toccare, non basta vedere. Entra la psicologia dell’indifferenza. Ci manca toccare le miserie. Penso ai medici, agli infermieri che hanno dato la vita in pandemia, hanno toccato il male e scelto di rimanere con gli ammalati. Il tatto è il senso più completo, pieno, quello che ci mette la realtà nel cuore. Toccare è farsi carico dell’altro, se guardiamo senza toccare con le mani il dolore della gente, mai potremmo trovare una soluzione, una via". "Pensiamo all’Amazzonia, cosa significa la deforestazione, significa morte della biodiversità, uccidere la madre terra, gli indigeni parlando di buon vivere. Poco fa, ho ascoltato una bellissima canzone di Roberto Carlos che dice 'Perché il fiume non canta più?' figlio mio perché il fiume non c'è più'. Lo abbiamo finito noi. Ci dobbiamo mettere in testa di prendersi in carico la madre terra. I pescatori di San Benedetto del Tronto hanno trovato tonnellate di plastica e l’anno dopo ne hanno trovati il doppio e puliscono il mare perché sentono che è cosa loro. Buttare plastica in mare è criminale, uccide la terra e la biodiversità. Prendersi cura del Creato è una cura che dobbiamo fare".
«Mi piacciono i classici, tanto. E mi piace il tango». Lo ha detto papa Francesco, rispondendo ad una domanda di Fabio Fazio a «Che tempo che fa» sulla sua recente visita ad un negozio di dischi a Roma. Alla domanda se sia vero che in passato lo abbia ballato, Bergoglio ha risposto: «Un porteno che non balla il tango non è un porteno», riferendosi alla sua vita a Buenos Aires. Tuttavia ha precisato che al negozio di dischi è andato, qualche settimana fa, per benedire il locale gestito da amici.
«Il problema dell’aggressività sociale lo hanno studiato psicologi e sociologi bene. Sottolineo che è cresciuto il numero dei suicidi giovanili: c'è una aggressività che scoppia, basta pensare nella scuola al bullismo, è una aggressività nascosta, è un problema sociale. La aggressività va educata, di per sè non è negativa, può essere positiva ma può essere distruttiva e inizia con la lingua, il chiacchiericcio: nelle famiglie e nei quartieri distrugge l'identità. Se hai una cosa contro l’altro o te la tieni o meglio dirla in faccia ed essere coraggiosi».
«Serve vicinanza con i figli: quando si confessano coppie giovani o parlo con loro chiedo sempre: 'tu giochi con i tuoi figli?' A volte sento risposte dolorose: 'Padre, quando esco dormono e quando torno purè. Questa è la società crudele che allontana genitori dai figli. Anche quando i figli fanno qualche scivolata, anche da grandi, bisogna essere loro vicini, bisogna parlare ai figli. I genitori che non sono vicini non operano bene, devono essere quasi complici dei figli, quella complicità che permette di crescere insieme padri e figli».
«Lo sguardo dall’alto in basso non è lecito, mai: è lo sguardo di chi domina. Dio ci ha fatto buoni ma liberi, la libertà è quella che ci permette di fare tanto bene ma anche tanto male, siamo liberi. Siamo liberi e padroni di prendere le nostre decisioni, anche sbagliate. La capacità di essere perdonato è un diritto umano, tutti abbiamo il diritto di essere perdonati se chiediamo il perdono. Abbiamo dimenticato che chi mi chiede il perdono ha il diritto di essere perdonato, se si ha qualche debito con la società va pagato ma col perdono. Il padre del figliol prodigo aspettava i figlio per perdonarlo».
"La Chiesa del futuro la immagino come San Paolo dopo il concilio, poi ho fatto Evangeli Gaudium. Io immagino una chiesa in pellegrinaggio, oggi il male della chiesa più grande è la mondanità spirituale. La chiesa mondana è il peggio dei mali che può accadere, peggio dei Papi libertini. Questa mondanità spirituale dentro la chiesa fa crescere il clericalismo che è una perversione della chiesa perché porta alla rigidità e sotto la rigidità c'è sempre putredine, sempre. La chiesa va avanti con la parola di Dio, senza la carne di Dio non c'è redenzione possibile. Il verbo si è fatto carne e in questo c'è il futuro della chiesa".
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