la guerra in ucraina
L’idea di farsi pagare il gas in rubli? Un’uscita maldestra di Putin, segnale della necessità di Mosca di sostenere il rublo, nell’interpretazione più 'soft'. O, a essere più pessimisti, una nuova escalation della guerra per sanzioni che avvicina l’ipotesi che la Russia, o l’Europa, arrivino a chiudere improvvisamente l’interscambio di gas rischiando il razionamento.
Nei fatti, l’esperto di energia legge nella mossa di Putin «una escalation nelle relazioni commerciali: ho paura che uno dei due, o noi europei o lui, chiuda il tubo». Se la Germania ha immediatamente bollato l’idea del presidente russo come «violazione del contratto», in Italia il consigliere economico di Draghi, Francesco Giavazzi, ha fatto capire che non c'è alcuna intenzione di pagare in rubli, e che l’idea di uno stop all’import dalla Russia non è esclusa a priori. «Si può fare, se vogliamo farci molto male arrivando al razionamento dell’elettricità», dice Tabarelli. Nessuno sa esattamente come finirà: quel che è certo è che Mosca, facendosi pagare in rubli, darebbe sostegno alla sua valuta, di fatto mettendo i compratori di gas nel ruolo che la Banca di Russia svolgerebbe se non fosse stata tagliata fuori dai mercati.
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