Pensionato di Ravenna lavora un giorno e l'Inps gli chiede 20mila euro. Il giudice dà ragione a lui
17 Novembre 2022, 19:58
Era andato in pensione anticipata nel 2019 con quota 100 e nel 2020 aveva svolto un solo giorno di lavoro per una ditta agricola di Bagnacavallo, nel Ravennate, ricevendo 59,68 euro di paga. Ma tanto era bastato all’Inps per ritenere indebita tutta quell'annualità, per un totale di quasi 20 mila euro. Il giudice Dario Bernardi della sezione lavoro del Tribunale di Ravenna ha ora dato ragione al pensionato - un ex operaio 68enne di Faenza, tutelato dall’avvocato Federica Moschini - stabilendo «l'inesistenza dell’indebito pensionistico per il 2020» e condannando «l'Inps alla restituzione di tutte le rate trattenute».
Alla luce della «particolarità della questione», tanto che sul punto non esiste un «orientamento giurisprudenziale consolidato», il giudice ha compensato tra le parti le spese di lite. Secondo la sentenza, depositata in mattinata, non vi sono «particolari dubbi» sul fatto che il 68enne «sia stato retribuito per un solo giorno di lavoro», così come provato dalla busta paga in questione relativa a settembre. Punto questo determinante per inquadrare la vicenda visto che - prosegue la sentenza - «ovviamente dovrà tenersi conto di quanto effettivamente lavorato e non di quanto programmato». Cioè «un’unica giornata lavorativa nel corso di un’annualità», per un totale di poco più di 59 euro: una somma che per il giudice formalmente «va qualificata come reddito da lavoro dipendente e tuttavia - per l’assoluta occasionalità ed eccezionalità, anzi l'unicità che la caratterizza - non può qualificarsi come 'redditò da porsi in contrapposizione al godimento della pensione anticipata ex quota 100».