ROMA
(ANSA) - ROMA, 16 MAG - E' morta a 98 anni Teresa Vergalli, staffetta partigiana nota con il nome di battaglia "Annuska", che nel dopoguerra partecipò anche alla fondazione dell'Udi, Unione donne italiane. Ad annunciarne e piangere la sua scomparsa è il comitato provinciale dell'Anpi di Roma che si stringe alla famiglia e alla sezione Anpi Appio della quale era presidente onoraria. Nata a Bibbiano, di famiglia antifascista Vergalli, ricorda l'Anpi, partecipò da giovanissima alla Resistenza come staffetta, svolgendo delicati e pericolosi incarichi. Dopo la guerra svolse attività politica e di insegnamento, tramandando alle giovanissime generazioni, e non solo, la storia e l'importanza della libertà, conquistata con durissime lotte dalle partigiane e dai partigiani. "Sempre presente, la sua testimonianza, che era fonte di ispirazione e pungolo, ci mancherà" , scrive ancora l'associazione dei partigiani di Roma.
Casa Cervi: "E' stata una staffetta fra le generazioni"
«Teresa è stata molto di più di una "ragazza della Resistenza", è stata anche una donna della Repubblica: da militante politica e tra le più attive fondatrici dell’Udi, da insegnante sempre cosciente del ruolo centrale dell’educazione nella costruzione di una società giusta, fecondata di diritti e doveri, ispirata dalla conoscenza e dalla riconoscenza verso la storia e i suoi artefici». Così il coordinatore culturale dell’Istituto Alcide Cervi, Mirco Zannoni, nel ricordare Teresa Vergalli, la partigiana Anuska, scomparsa all’età di 97 anni, «la quasi totalità spesi al servizio della libertà, della democrazia, dei diritti».
«Per chi ha avuto modo di ascoltarla, è stata decisamente una irriducibile staffetta di valori tra le generazioni. Ha accolto ogni dimensione della memoria, dell’essere testimone: quella morale, quella educativa, quella politica. Ha fatto della sua esistenza un personale presidio di memoria. Se esiste (ed esiste) un ruolo civile del testimone, Teresa Vergalli lo ha esercitato pienamente, nella collettività e nel tempo».
Con Casa Cervi «Teresa ha sempre avuto un rapporto speciale. L'amore per la sua terra e i suoi cari a Bibbiano, la naturale frequentazione dei Campirossi, vicina alla memoria familiare dei Cervi. E poi il popolo del 25 aprile, per cui era una voce ricorrente e attesa. Anche quest’anno Teresa c'era, ospite dello "studio" di Marco Damilano che altri non era che il fienile di Casa Cervi». Teresa Vergalli, spiega ancora Zannoni, «era in pace con la sua guerra di Liberazione eppure sempre inquieta verso il presente incompiuto della libertà».
E poi Teresa «in forma scritta ha lasciato non dietro ma davanti a sé tanto materiale per il futuro. Cercatela nei libri che ha pubblicato, cercatela nel suo blog on line», sottolinea Casa Cervi che riporta anche l’ultimo post della staffetta partigiana: «Vi prego, fate in modo che il futuro si connetta al passato. Indietro indietro, sotto le nostre rughe una volta c'era tutto il nostro coraggio, la nostra impreparazione, la nostra sventatezza. Cioè sogni, generosità. Sogni materiali spesso avvenuti. Sogni profondi diventati ancora lontani, ancora da tirar fuori e da metterci il nome».
Il ricordo della segretaria del Pd Elly Schlein
La segretaria del Pd Elly Schlein commenta: «Teresa Vergalli, nome di battaglia Anuska, staffetta partigiana, cocciuta. Così si definiva Teresa: cocciuta. Con lei scompare una donna che per tutta la vita non ha fatto altro che difendere i diritti e la libertà. Entrata nella Resistenza che era ancora studentessa ricoprì incarichi pericolosi e delicati e, finita la guerra, è stata decisiva per la fondazione dell’Udi, l’Unione delle donne italiane, e per le battaglie per la parità di genere. Teresa se ne va, ma ci lascia una enorme eredità e un monito, contenuto nella sua ultima intervista: «Bisogna stare attenti, vigili, uniti sui diritti che abbiamo conquistato». Perché i diritti non si conquistano mai una volta per tutte. E questo continuerà ad essere anche il nostro impegno».
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