SVIZZERA
E’ stato completato il riconoscimento delle sei vittime italiane della strage di Capodanno di Crans-Montana. Lo ha riferito l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. Ai quattro precedentemente identificati, il sedicenne bolognese Giovanni Tamburi, il sedicenne milanese Achille Barosi, il quasi diciassettene genovese Emanuele Galeppini e la sedicenne milanese Chiara Costanzo, dovrebbero quindi aggiungersi la quindicenne italosvizzera Sofia Prosperi ed il sedicenne romano Riccardo Minghetti.
C'è una quarta vittima italiana identificata della strage di Capodanno a Crans-Montana, dopo le prime tre di ieri. La famiglia è stata avvertita. L’ha riferito l’ambasciatore italiano in Svizzera. Si tratta, a quanto si apprende, della sedicenne milanese Chiara Costanzo. Restano due i dispersi italiani da identificare.
Domani il rimpatrio di cinque delle vittime
Avverrà domani (5 gennaio) il rimpatrio, con un volo di Stato, di cinque delle sei salme dei giovani italiani morti nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana. Il corteo funebre partirà dal Centro funerario di Sion per procedere verso l’aeroporto militare della stessa città, dove le salme saranno imbarcate su un volo C130 dell’Aeronautica militare. Le cinque salme partiranno alle 11. Lo si apprende da fonti della Farnesina. Il sesto feretro, che non sarà imbarcato, è quello di Sofia Prosperi, che viveva a Lugano (Svizzera).
Il pm: "Incendio provocato da fontane pirotecniche"
La procura del Canton Vallese e la polizia cantonale, in una nota sull'inchiesta per l'incendio di Capodanno a Crans-Montana, riferisce che «in base allo stato attuale delle indagini, l’incendio è stato originato dall’utilizzo di "fontane". Si tratta di dispositivi non metallici contenenti una composizione pirotecnica che produce scintille e fiamme. Sono progettati per essere posizionati a terra, fissati al terreno o a un supporto, oppure tenuti in mano. Le prime dichiarazioni dei testimoni descrivono un incendio che si è propagato rapidamente, generando una grande quantità di fumo e calore intenso. Tutto è avvenuto molto rapidamente».
«Il resto dell’indagine - prosegue la nota - si concentrerà, in particolare, sull'analisi del fascicolo ottenuto dal Comune, sulla conformità del lavoro svolto dai responsabili, sui materiali utilizzati, sulle vie di accesso di emergenza, sulle attrezzature antincendio e sul rispetto delle norme di sicurezza antincendio».
"Non ci sono i termini per arrestare i gestori"
«Non sono state disposte misure coercitive nei confronti degli indagati - continua la procura - poiché i criteri per la custodia cautelare non sono attualmente soddisfatti. Attualmente non vi è alcun sospetto che gli imputati intendano eludere il procedimento penale o la pena prevista tramite la fuga. Gli altri criteri, ovvero il rischio di recidiva o collusione, non vengono presi in considerazione. L’indagine è in corso per accertare eventuali altre responsabilità penali». Così la procura del Canton Vallese e la polizia cantonale: il riferimento è ai gestori del locale Le Constellation, Jacques e Jessica Moretti, indagati per omicidio colposo.
"Servirà molto tempo per le indagini, non è una serie tv"
Per completare le indagini sull'incendio di Capodanno al Constellation di Crans-Montana ci vorrà «un’enorme quantità di tempo. Siamo nella vita reale, non in una serie Tv di 45 minuti». Lo ha detto la procuratrice generale del canton Vallese, Beatrice Pilloud, al telegiornale dell’emittente svizzera Rts.
«Chiaramente qualcosa non ha funzionato», ha sottolineato, spiegando che «non si possono avere così tanti morti e feriti e dire che tutto è andato liscio». «L'indagine dovrà stabilire cosa non ha funzionato. E grazie alla competenza degli specialisti dell’Ufficio di medicina legale di Zurigo (For), spero di stabilire le responsabilità e spiegare ai genitori che hanno perso i figli, ai fratelli e alle sorelle, cosa è successo», ha aggiunto Pilloud.
Ma «questo richiede un’enorme quantità di tempo. Siamo nella vita reale, non in una serie Tv di 45 minuti. Ci sono indagini tecniche che richiedono tempo e moltissime persone da interrogare. Inoltre, non vogliamo trascurare nessuna pista e vogliamo fare un lavoro approfondito. Ecco perché ci vorrà tempo».
L'ambasciatore: "Tragedia evitabile"
«Esistono le disgrazie, ma questa non è stata una disgrazia ma una tragedia evitabile: sarebbero bastati un pò di prevenzione e un minimo di buon senso». Lo ha detto l’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado al termine della cerimonia svoltasi oggi a Crans-Montana per commemorare le vittime dell’incendio del Constellation.
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