ROMA
(ANSA) - ROMA, 28 GEN - Il cratere sisma 2016 ne è il cuore pulsante, attorno un territorio abitato da un inestimabile patrimonio storico, artistico, culturale e religioso. MOlto vasto tanto da comprendere 546 comuni situati all'interno di quattro regioni - Umbria, Abruzzo, Marche, Lazio - e 11 province. È la Civitas Appenninica, candidata a Capitale Europea della Cultura 2033, le cui caratteristiche, studiate dal Rapporto Censis "Il Cammino in Divenire della Civitas Appenninica" sono state presentate oggi a Roma. Quella della Civitas Appenninica è la candidatura 'diffusa' di un'area abitata da comunità unite da rapporti e legami millenari, che travalicano i confini tracciati dalla mano dell'uomo, e che vede in Norcia (la città di San Benedetto, il Patrono d'Europa) il Comune capofila. Territori che hanno il loro 'motore' nel cratere sisma 2016, la vasta area di 8 mila chilometri quadrati colpita da una sequenza sismica distruttiva che, dopo anni di forti difficoltà, sta rinascendo grazie al cambio di passo impresso alla ricostruzione e alla strategia di riparazione economica e sociale. Questa candidatura, che intraprende un percorso in continuità con L'Aquila Capitale della Cultura Italiana 2026, canalizza il desiderio di futuro dell'Appennino centrale e la volontà di accelerare e accrescere ulteriormente le prospettive di sviluppo di questa area interna. La Provincia di Rieti ha firmato con il Comune di Norcia un protocollo di intesa come sostenitore dell'iniziativa. Il territorio preso in esame ed è abitato da oltre tre milioni di persone, di cui 537.252 nel cratere e il collante della Civitas, che vede nella città di Norcia il baricentro geografico e simbolico, è costituito in prima istanza dai suoi poli attrattori e dai cammini. Nel primo caso si tratta di 14 centri storici: otto nel cratere sisma 2016 (Amatrice, Borbona, Camerino, Campotosto, Fabriano, Norcia, Rieti, Spoleto) a cui si aggiungono Assisi, Foligno, Gubbio, L'Aquila, Loreto, Spello. A unire questi poli sono otto cammini che, attraverso il loro reticolo, simboleggiano il legame e le connessioni tra borghi e comunità: dalla Via Lauretana alla Via di San Francesco, fino ai cammini delle Terre Mutate, Francescano della Marca, dei Cappuccini, dei Monti e dei Santi, di San Benedetto e dei Parchi. All'interno di questo perimetro il patrimonio culturale materiale è estremamente rilevante: 479 musei (102 nel Cratere), 437 biblioteche (73 nel Cratere), 372 librerie (64 nel Cratere), 149 cinema (36 nel Cratere), e 11 sedi universitarie (7 nel Cratere). A ciò si aggiungono numeri importanti sotto il profilo dell'economia culturale e turistica legata al territorio. Si contano, infatti, 3.491 imprese culturali (666 nel Cratere), 3,5 milioni di visitatori nei musei (nel 2022), 245 mila utenti delle biblioteche, 679 Pro Loco (162 nel Cratere), 31 cooperative di comunità. La presentazione del Rapporto Censis, moderata dal giornalista Fabio Paluccio, ha visto la partecipazione di Guido Castelli, Commissario Straordinario per il sisma 2016; Andrea Toma, Responsabile Area Economia, Lavoro e Territorio del Censis; Giuliano Boccanera, Sindaco di Norcia; Luca Diotallevi, Professore Università Roma Tre; Gian Mario Spacca, Coordinatore Hamu; Stefano Papetti, Presidente Fondazione Salimbeni; Fabio Renzi, Segretario generale Symbola; Pierciro Galeone, Direttore Ifel. Il Rapporto è stato presentato da Emanuele Bossi, ricercatore Censis. (ANSA).
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