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NAPOLI

L'audit del Monaldi, 'quando il cuore è arrivato era un blocco di ghiaccio'

'Organo malato era già stato espiantato, di qui decisione di trapiantare'

L'audit del Monaldi, 'quando il cuore è arrivato era un blocco di ghiaccio'

19 Febbraio 2026, 10:48

(ANSA) - NAPOLI, 19 FEB - "All'apertura del contenitore termico risultava impossibile estrarre il secchiello contenente il cuore, completamente inglobato in un blocco di ghiaccio". Il freddo linguaggio burocratico dell'audit interno dell'azienda ospedaliera Monaldi certifica l'incredibile errore che ha danneggiato un cuore che avrebbe potuto salvare un bambino che ora lotta legato a un esilo filo per la sopravvivenza. Repubblica pubblica oggi i verbali dell'indagine interna compiuta dall'ospedale che tracciano le fasi dal trasporto fino ai concitati momenti in sala operatoria. Il cuore era congelato, ma "nonostante il forte sospetto di un grave danno da congelamento dell'organo, in assenza di alternative", visto che il cuore malato del piccolo era stato già espiantato, "si decideva di procedere ugualmente e con la massima rapidità all'impianto". Il cuore non riparte e dopo tre ore si decide di usare l'Ecmo, il macchinario extracorporeo che tiene in vita il bambino mentre "contestualmente veniva inoltrata la richiesta urgente per la disponibilità di un nuovo organo". Emerge anche un "deficit comunicativo procedurale": il primario della Cardiochirurgia, Guido Oppido, poco prima della scoperta dell'organo gelato aveva già staccato il cuore del paziente ritenendo - secondo quanto scrive Repubblica - di aver avuto un via libera che nessuno dei membri dell'equipe ha detto di aver dato. (ANSA).

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