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ROMA

Don Patriciello, 'fratelli camorristi, vi voglio bene, sono il vostro parroco'

L'editoriale su Famiglia Cristiana dopo le nuove minacce

Don Patriciello, 'fratelli camorristi, vi voglio bene, sono il vostro parroco'

20 Febbraio 2026, 11:18

(ANSA) - ROMA, 20 FEB - Dopo l'ennesima lettera anonima di minacce e il rafforzamento della protezione, il parroco di Caivano, don Maurizio Patriciello, racconta a Famiglia Cristiana le notti insonni, l'inquietudine della fede, il peso della scorta e quell'amore ostinato per la sua gente, compresi quei "fratelli" che lo minacciano e che continua a chiamare per nome: "Vorrei aiutarvi a cadere nella trappola luminosa del Dio-amore". "Sono le tre del mattino. Non dormo. Capita spesso che, dopo qualche ora di riposo, il sonno vada a farsi friggere. E resto con le occhi spalancati, nell'ora in cui, spietata, la vita ti presenta il conto" e "loro sono sempre là, fermi, in auto, i lampeggianti accesi. Fanno a turno: Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di finanza", racconta il prete nell'editoriale. "Mi sento in colpa, io al caldo, nel mio letto, loro giù, a soffrire il freddo per tutelare me". "Ma chi è che vuole la morte di un prete? E perché?", "quante stupidaggini sono state scritte sul mio conto: 'prete anticamorra, prete antiroghi, prete ambientalista, prete anti...', la verità è che sono solo e semplicemente un prete. Un povero prete". Don Patriciello ribadisce: "Mi sento fratello e amico di tutti". E lancia un appello a chi lo minaccia: "Fratelli camorristi, fratelli che ci impaurite: perché? Eppure, ne sono certo, nel profondo del vostro cuore, mi volete bene. Pasquale, ti ricordi quando mi accompagnavi all'Altare? Se solo potessi venire a trovarti in carcere! E tu, Gigi? Ricordi i campi estivi con Adriano, Consuelo, Francesca? Che cosa è successo, poi? Come avete fatto a lasciarvi ammaliare dalla bugiarda sirena del male? Avete visto quanti amici abbiamo perso per strada?". Il sacerdote di Caivano quindi conclude: "Ci fu un tempo in cui desiderai diventare santo. Oggi non più. Oggi bramo raggiungere la mia vera umanità. Sono sempre più convinto, infatti, che santità e umanità sono, in qualche modo, sinonimi. Ai fratelli che hanno imboccato la via dell'infelicità per loro e per i loro figli, costringendo lo Stato a mettermi sotto scorta, voglio ribadire, ancora una volta, il bene che la nostra Chiesa e io stesso vi vogliamo. Sono il vostro parroco. Corresponsabile della vostra salvezza eterna. Appartengo a voi. Sono prete per voi". (ANSA).

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