ROMA
(ANSA) - ROMA, 04 MAR - Gli italiani hanno speso di più per la cultura nel 2025: 94 euro in media al mese contro i 90 del 2024. Siamo però ancora lontani dai livelli pre-Covid quando i consumi erano di 113 euro al mese. Spicca il pieno recupero del comparto audiovisivo - cinema, televisione e musica - tornato sui livelli precedenti alla pandemia, e risulta ancora più marcata la dinamica delle attività dal vivo come concerti, spettacoli teatrali e rassegne all'aperto, che hanno addirittura superato i risultati del 2019. Lo dicono i dati dell'Osservatorio di Impresa Cultura Italia-Confcommercio sui consumi culturali degli italiani nel 2025, realizzato in collaborazione con Swg, diffuso oggi in occasione dell'avvio del Master in 'Economia e gestione delle imprese culturali', promosso da Treccani Accademia per Impresa Cultura Italia-Confcommercio, che prevede quattro mesi di attività formativa, in presenza e in streaming online. Tra le attività culturali preferite nel 2025 si confermano ai primi posti: guardare programmi e film in Tv (90%), ascoltare musica (83%), ascoltare la radio (81%) e leggere libri (66%), mentre tra le attività dal vivo spiccano la partecipazione a feste popolari, sagre e manifestazioni folkloristiche (53%), visite di musei, mostre e siti archeologici (50%), cinema (48%), spettacoli all'aperto (42%), concerti (39%). Questo trend positivo è confermato, come mostra l'indagine, anche dall'evoluzione della percezione della cultura, non più intesa soltanto come conoscenza e apprendimento, ma sempre più vissuta come esperienza capace di suscitare emozione, piacere e sorpresa. "I dati dell'Osservatorio evidenziano una rinnovata centralità della cultura nelle scelte e nelle abitudini degli italiani. Al tempo stesso, i segnali legati alla percezione della spesa culturale richiamano la necessità di rafforzare il valore pubblico delle iniziative culturali, rendendole sempre più accessibili e inclusive, in dialogo con le trasformazioni digitali e sociali in atto", afferma Massimo Bray, direttore Generale dell'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani. Tra gli altri dati che emergono dall'Osservatorio: la lettura mantiene un ruolo stabile, con il 76% degli italiani in media che ha letto almeno un libro cartaceo nel 2025 (75% nel 2024) e il 49% che ha letto un libro digitale (contro il 48%). In parallelo, si rafforza la fruizione informativa online: il 72% ha letto quotidiani digitali gratuiti da sito (contro il 69%), mentre la lettura dei quotidiani cartacei resta stabile al 48% e quella in formato digitale a pagamento al 30%. In generale, la cultura continua a rappresentare per la maggior parte degli italiani (45%, come nel 2024) un'opportunità per apprendere e ampliare i propri orizzonti, anche se aumenta dall'11 al 18% la quota di chi considera i consumi culturali un costo e diminuisce la percentuale di chi li considera un elemento essenziale per il proprio benessere (dal 17 all'11%). In ogni caso, per oltre 2 italiani su 3 le iniziative culturali rendono la propria città più vivibile oltre a supportare le attività economiche locali. "I dati dell'Osservatorio ci consegnano un Paese che torna a investire in cultura, con una spesa in crescita e un forte rilancio delle attività dal vivo, ma anche con segnali che richiamano alla responsabilità, come l'aumento di chi percepisce i consumi culturali come un costo. Questo significa che dobbiamo rafforzare la capacità delle imprese culturali di generare valore economico e sociale nei territori. Il Master avviato con Treccani nasce proprio per questo", spiega Carlo Fontana, presidente di Impresa Cultura Italia-Confcommercio. (ANSA).
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