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GUERRA

Ancora missili su Tel Aviv, gli israeliani attaccano a Beirut. Teheran, l'Italia trasferisce l'ambasciata a Baku. L'Iran: "Invasione di terra? Siamo pronti"

Escalation nel Medio Oriente: raid di droni e missili colpiscono il Golfo e basi Usa. L'Azerbaigian denuncia un attacco con droni

L'Azerbaigian denuncia un attacco con droni di Teheran, l'Italia trasferisce l'ambasciata a Baku. L'Iran: "Invasione di terra? Siamo pronti"

L'ambasciata d'Italia a Teheran

05 Marzo 2026, 21:27

L’allarme missili in arrivo dall’Iran è nuovamente scattato questa sera a Tel Aviv e nel centro di Israele. Intanto l’esercito israeliano ha effettuato stasera un attacco nella periferia sud di Beirut, considerata roccaforte di Hezbollah, dopo aver diramato un ordine di evacuazione. L’esplosione è stata udita nella capitale e nelle aree circostanti. 

L’esercito israeliano conferma il raid serale alla periferia sud di Beirut dichiarando di aver iniziato a «colpire le infrastrutture di Hezbollah» nella periferia nota anche come Dahiyeh. 

Attaccato l'Azerbaigian
Un altro Paese è stato sfiorato dal gorgo che si è avvitato sul Medio Oriente a causa della guerra scatenata da Israele e Stati Uniti contro l’Iran: l’Azerbaigian ha denunciato un attacco con droni di Teheran, annunciando «ritorsioni». Segni di ulteriore escalation, mentre sulla capitale iraniana insistono i bombardamenti della coalizione e i Pasdaran rispondono prendendo di mira tutti i Paesi del Golfo, con il regime che si dice pronto a fronteggiare un’eventuale invasione di terra dei soldati Usa. E mentre si intensifica la pressione dell’Idf sul Libano contro Hezbollah, la Nato ha riunito il suo Consiglio dopo il missile verso la Turchia, annunciando un rafforzamento della postura riguardo alle minacce balistiche. 

Nella regione le difese di Kuwait, Qatar, Arabia Saudita, Bahrein ed Emirati hanno continuato a intercettare salve di droni e missili iraniani, lanciati principalmente sulle basi Usa, con i residenti allertati da diverse esplosioni. Ad Abu Dhabi ci sono stati sei feriti per i detriti di un drone, a Dubai l’Oms ha sospeso le attività del centro logistico per le emergenze sanitarie. La tv di Stato di Teheran ha annunciato un nuovo attacco alla portaerei americana Lincoln ed i Pasdaran hanno rivendicato di aver affondato una petroliera Usa in Kuwait.

Ha iniziato ad infiammarsi anche il fronte iracheno, dove gli iraniani hanno preso di mira una base americana ad Erbil e i quartier generali delle forze curde. Il timore degli ayatollah è che migliaia di combattenti attraversino il confine nel nord-ovest per combattere sul terreno. Alcuni media americani avevano già dato per iniziata l’offensiva, ma in ogni caso i preparativi sembrano procedere, perché ora Donald Trump avrebbe offerto copertura aerea ai ribelli.

Nel teatro di guerra libanese l’esercito israeliano (Idf), con un intervento senza precedenti, ha chiesto a centinaia di migliaia di residenti dei sobborghi meridionali di Beirut, considerati un bastione di Hezbollah, di «evacuare immediatamente», mentre sono proseguiti i bombardamenti sulle postazioni delle milizie sciite. «Presto l'area diventerà come Khan Yunis», ha avvertito il ministro "falco" Bezalel Smotrich. Per contenere la crisi il governo libanese ha bloccato l’accesso nel Paese ai Pasdaran, pena l'arresto. Dall’altra parte del confine la situazione appare relativamente più tranquilla, nonostante le sirene d’allarme: l'aeroporto Ben Gurion ha riaperto dopo cinque giorni. Teheran invece è rimasta bersaglio dei raid americani e israeliani, che si sono allargati a tutta la provincia. «Siamo pronti ad un’invasione di terra, li aspettiamo, per loro sarebbe un disastro», è la sfida lanciata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. 

Ambasciata italiana in Iran trasferita in Azerbaigian 
"Si è appena conclusa la missione che ha coinvolto circa 50 italiani di Teheran, hanno appena passato il confine azero. Tra questi il nostro Ambasciatore e i diplomatici perché, per motivi di sicurezza, abbiamo deciso di chiudere temporaneamente l’Ambasciata d’Italia a Teheran. Il personale diplomatico si trasferisce a Baku, dove continuerà a tenere i rapporti con l’Iran": ad annunciarlo il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con la stampa all’uscita da Palazzo Madama dopo le comunicazioni al Senato. "Adesso si è concluso il passaggio dei diplomatici più un gruppo di italiani che voleva lasciare l’Iran, altri sono rimasti, però tutti gli italiani che volevano partire dall’Iran sono partiti - ha aggiunto -. Continua la messa in sicurezza di tutti i nostri connazionali che vogliono uscire. Stiamo lavorando a tutte le latitudini, dalle Maldive alle aree più complicate, e quindi oggi ci siamo occupati in modo particolare di Teheran perché per ragioni di sicurezza è stato giusto chiudere, come hanno fatto anche molte altre sedi diplomatiche. Sono tutti in sicurezza, sono in Azerbaigian". 

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