ROMA
(ANSA) - ROMA, 09 MAR - Sono 253 gli orfani di femminicidio 'presi in carico" dal bando "A Braccia Aperte" di "Con i bambini": 74 al nord (nord est 33 e nord ovest 41) e 179 centro-sud e isole (57 centro e 122 sud e isole). Nel 40% dei casi, i minori erano presenti al momento del crimine. L'84% dei minori è a conoscenza della verità sull'accaduto. E' quanto emerso durante il convegno 'Orfane e orfani dei femminicidi vittime di seconda classe?" promosso dall' Associazione Mondiale delle Giornaliste e Scrittrici-Ammpe in corso al Senato. "Il valore del progetto - ha spiegato Simona Rotondi, responsabile del bando 'A braccia aperte ' di Con i Bambini - risiede nella capacità di creare una presa in carico integrata che unisca assistenza medica, supporto psicologico e orientamento al lavoro. Grazie alla collaborazione tra istituzioni, procure e scuole, stiamo garantendo che il diritto allo studio e il recupero dell'equilibrio psicologico siano pilastri fondamentali per ogni orfano speciale. Il primo tutore designato è nel 52% dei casi un familiare della linea materna fino al 3° grado, nel 13% della linea paterna e nel 26% un curatore o avvocato esterno nominato dal Tribunale. L'80% dei minori è stato affidato insieme ai propri fratelli o sorelle allo stesso soggetto. Sempre secondo i dati forniti da 'Con i Bambini', il 77% delle famiglie affidatarie dichiara di avere difficoltà ad arrivare a fine mese. Al momento dell'ingresso nel progetto, il 70% dei nuclei non riceveva i benefici previsti dalla Legge 4/2018 per gli orfani speciali. L'88% dei casi presenta elementi di criticità nel nucleo familiare, come dipendenze o familiari con provvedimenti giudiziari penali. Il 69% delle famiglie non era però in carico ai servizi sociali prima dell'evento traumatico. Le problematiche più comuni includono ansie (42%), ricordi intrusivi (24%) e disturbi del sonno (16%). Il miglioramento del benessere psicologico è l'obiettivo principale nel 92% dei casi. Circa la metà dei beneficiari (56%) svolge attività costanti (sport o hobby), mentre l'altra metà non ha interessi strutturati settimanali. "Il progetto 'A Braccia Aperte' - ha aggiunto Rotondi - dimostra che è possibile trasformare un trauma profondo in un percorso di riscatto. Il progetto stia agendo da ponte per facilitare l'accesso ai diritti previsti dalla legge, affinché la cura quotidiana e le responsabilità educative di questi nuclei siano accompagnate da una presenza costante e rassicurante dello Stato e del terzo settore". (ANSA).
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