LA PAROLA ALL'ESPERTO
Sono cittadino italo rumeno, cittadinanza italiana acquisita, 52 anni. In Italia ho versato i contributi per 19 anni e so che la pensione minima si può avere con almeno 21 anni. Sono possessore di green card, residente permanente negli Usa da sei anni, dove ho sempre lavorato regolarmente e pagato le tasse. Nel caso di rimpatrio in Italia, prima del compimento dei 10 anni di contributi implicitamente 40 punti Social Security, all’ età pensionistica (fra 15 anni) avrò il diritto alla pensione SS, ovviamente in base a quanto ho versato negli Usa? E acquisendo la cittadinanza americana può essere d’aiuto per avere più diritti/facilita ad accedere alla pensione SS?
Risponde l'esperto Paolo Zani
www.tuttoprevidenza.it
Siamo nel campo delle cosiddette “convenzioni internazionali” per la sicurezza sociale, accordi che legano alcuni stati per il riconoscimento reciproco della contribuzione previdenziale versata. Le convenzioni operano per i cittadini dell’unione europea oltre che per un’altra ventina di Stati tra i quali gli Stati Uniti d’America. Detto questo veniamo alle domande del nostro lettore. Innanzitutto in Italia sono sufficienti 20 anni di contributi (non 21) per maturare il diritto a pensione di vecchiaia al compimento dell’età pensionabile, oggi, fissata a 67 anni.
Questo è vero per chi ha contribuzione accreditata prima del 1° gennaio 1996 e si vedrà liquidare la pensione nel sistema misto; per chi invece ha contribuzione solo dopo il gennaio 1996 le cose potrebbero cambiare in quanto non è sufficiente aver maturato i 20 anni di contributi e aver compiuto l’età ma è richiesto, nel sistema contributivo puro, anche un importo minimo di pensione. Per l’anno 2022 questo importo è fissato a 702,17 (1,5 l’importo dell’assegno sociale). Nel caso non si raggiungesse questo importo la pensione viene posticipata al compimento del 71° anno di età. In forza della convenzione previdenziale tra Italia e Stati Uniti la contribuzione versata in uno degli stati contraenti è utile per maturare i requisiti pensionistici previsti in ogni singolo stato; per cui, nel suo caso specifico, direi che non ci sono problemi in quanto ha già maturato 19 anni in Italia e 6 anni negli USA.
Che io sappia il fatto di avere la cittadinanza statunitense non cambia sostanzialmente le cose. Tenga però presente il fatto che, avendo lei 52 anni di età, è ancora ben lontano dalla data di pensionamento di vecchiaia e quindi le cose potrebbero anche cambiare. Oggi le cose stanno esattamente come le ho più sopra spiegato: certo il maturare il diritto autonomo in ogni singolo stato potrebbe facilitare le cose. Una curiosità: lei accenna al possesso di una green card concetto a i più sconosciuto. Di che si tratta? La green card è la carta di residenza permanente negli Stati Uniti, l’American Green card (Carta verde) consente a un cittadino non americano di vivere negli Stati Uniti e di lavorarci legalmente senza l’obbligo di possedere un visto. Il titolare della Green card gode degli stessi diritti di qualsiasi cittadino americano (previdenza sociale, sanità, istruzione, pensione, ecc.), ad eccezione del diritto di voto e di giurato in un processo. La Green card è rilasciata dall’USCIS (United States Citizenship and Immigration Services). Il suo periodo di validità è variabile e dipende dal motivo per ottenerlo. Il rinnovo della carta di soggiorno permanente deve essere effettuato su richiesta. Pertanto, è possibile mantenere la Green Card a vita se si soddisfano determinate condizioni (dichiarare le tasse, pagare le tasse negli Stati Uniti, non lasciare gli Stati Uniti per un lungo periodo, ecc.). Avere la Green card permette anche di richiedere la naturalizzazione dopo 5 anni.
Inviate le vostre domande su fisco, lavoro, casa, previdenza a esperto@gazzettadiparma.it
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata