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Visioni d'artista

Paolo Serra, rigore geometrico nell'astrazione

Personale alla Galleria Niccoli di via Bruno Longhi

Paolo Serra e Marco Niccoli

L'artista e il gallerista

15 Marzo 2026, 15:07

Il suo preferito ha i colori della terra. Sfumature diverse della stessa tonalità, ingabbiate all'interno di linee nette. Geometricamente impeccabili. Paolo Serra sembra cercare rigore e silenzio. Ordine nel caos del mondo. Sulle orme di Josef Albers, considerato teorico dell'arte astratta, anche Serra mette in relazione la percezione visiva con l'esperienza psichica, lasciando la libertà allo spettatore di muoversi nelle sensazioni e nelle riflessioni più varie di fronte all'opera.

Attratto fin dal principio dal minimalismo di Mondrian, dall'espressionismo astratto di Rothko, dall'astrattismo geometrico di Malevič e soprattutto dall'arte classica elabora un linguaggio legato alle avanguardie, ma distinto soprattutto nell'utilizzo di materiali suoi propri. Tra questi foglie d'oro, lacche orientali, gessi e colla di coniglio. Ne scaturiscono opere mono o bicromatiche apparentemente astratte, ma derivanti da precise analisi geometriche. In cui l'artista vede il mondo, la realtà. «Non considero il mio lavoro astratto, ma reale. Sulla terra, ad esempio il rosso è rosso, il giallo è giallo, il blu è blu e per me questi quadri sono figurativi».

Nato a Morciano di Romagna nel 1946, si trasferisce presto in Inghilterra dove si forma artisticamente e tiene la sua prima personale, a cui ne seguono altre da allora ad oggi in tutto il mondo, dall'Italia all'Europa, dagli Stati Uniti all'America Latina. Tra le più recenti nel 2020 alla Ronchini Gallery di Londra e nel 2021 alla Yossi Milo Gallery di New York. Fino all'8 maggio alla Galleria Niccoli (borgo Bruno Longhi, 6) è in corso la personale «Paolo Serra “hanno voci di Sirene”» a cura di Lorenzo Ronchini (Ronchini Gallery, Londra) e Roberto e Marco Niccoli.


Katia Golini

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