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Casatico in lacrime: addio ad Arnaldo Giacopinelli

Casatico in lacrime: addio ad Arnaldo Giacopinelli

di Maria Chiara Pezzani

01 Settembre 2021,10:23

Era legatissimo alla sua azienda vinicola

Si sono svolti  i funerali di Arnaldo Giacopinelli, 98enne di Casatico, tra i volti storici del territorio, apprezzato per il suo instancabile lavoro e il suo impegno a favore della comunità. 


Reduce alpino, tra i fondatori della casa del donatore a Langhirano, volontario onorario dell’assistenza pubblica di Langhirano, in cui aveva prestato servizio fino ai raggiunti limiti d’età. Una vita trascorsa tra impegno sociale, l’amore per la propria terra e il suo lavoro instancabile nella vigna di famiglia.
 «Ha vendemmiato fino allo scorso anno» ricorda la nipote Cinzia Giacopinelli. Originario del cornigliese, nel primo dopoguerra compra un appezzamento a Casatico, un podere con una casa e una piccola stalla che curava insieme alla moglie. «Più che un’azienda era un modo di vivere» sottolinea Giacopinelli. 


Un luogo che è diventato il cuore pulsante della sua famiglia e dell’attività che porta avanti. Rimasto vedovo prematuramente, ha visto il figlio Mario trasformare la piccola realtà rurale in un’azienda vinicola, oggi condotta dalla nipote Cinzia assieme ai figli. «L’unione famigliare era la sua forza. Nel tempo siamo tutti tornati a vivere nella sua casa per stargli vicino. Era molto orgoglioso dell’azienda – prosegue la nipote -. L’ultima parola che mi ha detto è stata proprio «uva».

Era il pilastro della famiglia, custode del sapere e della tradizione, ma con uno sguardo innovativo perché aveva la capacità di guardarsi intorno, per conoscere i nuovi metodi di lavorazione. Il suo parere sulle scelte da compiere era fondamentale, sempre accolto per il carico di esperienza che apportava». E poi l’impegno sociale, nell’Avis prima come donatore poi come presenza fissa all’iniziative, e come milite e autista dell’ambulanza nell’assistenza pubblica. Ma soprattutto l’orgoglio di essere alpino, che lo vedeva sempre in prima fila, cappello in testa, a tutte le manifestazioni. «Era orgoglioso di essere alpino, della sua penna. Una volta si era staccata ed era volata via – ricorda -, ma per fortuna l’abbiamo ritrovata nel cortile». Quel cappello che ieri lo ha accompagnato anche nell’ultimo viaggio e ora rimarrà come prezioso ricordo custodito dalla sua famiglia.
 
 

© Riproduzione riservata

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