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Lettera al Direttore

Parma, piano luce o piano sprechi?

di Mariella Bettati

02 Aprile 2022, 14:47

Egregio Direttore,
mi permetto di porre l'attenzione su una problematica che, visti i tempi, potrebbe apparire di scarsa importanza, ma che la dice lunga sulle scelte e le contraddizioni, piccole e grandi, dei nostri amministratori (uscenti?).

Sono passata, dopo molto tempo, da borgo Giacomo Tommasini e non ho potuto non notare la serie di specchi che pendevano sulla mia testa, alcuni anche in maniera precaria.
L’installazione, risalente al Natale scorso, è frutto dell’approvazione da parte del Comune di Parma di una proposta progettuale presentata a seguito dell’Avviso Pubblico emanato dallo stesso Comune, relativo ad «Iniziative sistemiche finalizzate alla promozione ed alla valorizzazione delle vie cittadine», atto a «promuovere, implementare e sostenere, anche tramite l’erogazione di contributi a fondo perduto, per un importo complessivo massimo di euro 400.000,00, progetti ed iniziative a valenza quinquennale». In particolare, solo per la realizzazione di questo «progetto», il Comune di Parma ha elargito un contributo a fondo perduto pari a euro 80.000,00.


Si tratta di una distesa di circa 300 specchi, appesi lungo il tratto che va da strada Repubblica a piazzale Borri, per una superficie di circa 1.200 mq.
Per la verità, non riesco ben a comprendere la «sistematicità» dell’iniziativa e la «promozione e valorizzazione» che possa aver dato alla nostra città, ma questo è, forse, solo un mio limite.
Posto, in ogni caso, che de gustibus non est disputandum, credo che, non essendo il progetto oggettivamente utile allo scopo previsto, la conseguente sua installazione sia stata inutilmente onerosa per le casse del Comune (quindi per i suoi cittadini-contribuenti), sia per le spese per la gestione e l’adempimento di tutti gli atti necessari, compreso l’ulteriore impegno che ha comportato per gli Uffici comunali, sia per il contributo di 80.000 euro a fondo perduto elargito dal Comune, sia perché la struttura, provvista di numerosi punti luce (almeno uno per ognuno dei 300 specchi), resta accesa, oltre ad altre luminarie appese sui muri degli edifici, in aggiunta alla normale illuminazione pubblica già esistente e, secondo il Piano del Comune, resterà ancora accesa (avendo il progetto valenza quinquennale) per i prossimi cinque anni, con uno spreco di energia, che pagheranno ancora una volta i cittadini.
A quest’ultimo proposito, domando ai nostri Amministratori: non è il Comune di Parma che aderisce all'iniziativa «M'illumino di meno», «dedicata al risparmio energetico e agli stili di vita sostenibili», e alla protesta dell'Ali «Spegniamo le luci della città», «con lo scopo di sensibilizzare e spingere il Governo a fare qualcosa di concreto contro l’impatto della crisi energetica... sui bilanci delle Autonomie Locali», «che altrimenti saranno costrette a far pagare ai cittadini» (dal sito ufficiale del Comune di Parma)?
Non è il Comune di Parma che in questi giorni ha presentato il «Piano Regolatore Illuminazione Pubblica», secondo lo stesso Comune «Strumento indispensabile per la programmazione delle azioni volte a migliorare il sistema di illuminazione pubblica urbana… che consente di... contenere l’inquinamento luminoso; risparmiare energia, ottimizzando l’efficienza globale degli impianti; ridurre costi di servizio e di manutenzione»?
A questo punto, vista la palese contraddizione, attendiamo lumi dai diretti interessati del Palazzo Municipale, anche per conoscere il vero deus ex machina del progetto approvato dal Comune di Parma, che in questo caso ha saputo concludere la procedura in tempi inaspettati: poco più di un mese dal termine di presentazione delle domande all’approvazione della spesa per il progetto, ammessa nella misura massima consentita.
Per parte mia, da cittadina-contribuente, sarei molto contenta di essere smentita nei fatti (con valide argomentazioni) e aver dissipati i miei dubbi e le mie perplessità che hanno prodotto, anche in questo caso, la gestione della cosa pubblica.
Morale della favola: a Parma non è tutto oro quello che luccica.
Una luminosa giornata,


Mariella Bettati
Parma, 1 aprile

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