«Passato e Presente»
A 25 anni aveva in tasca tre lauree e a 24 era già prof: una ragazza «impegnata». Con un curriculum invidiabile, la bella e colta parmigiana Martine Chantal Fantuzzi sarà protagonista domani alle 13,15 su Rai 3 a «Passato e Presente» di Paolo Mieli: in collegamento sui Micenei. Presto sarà poi in studio: il 13 aprile per una puntata su Teodorico e prossimamente sulla battaglia di Teutoburgo. Ma non è la prima volta che Chantal appare sulle reti nazionali: «Ho partecipato a quasi una ventina di puntate di "Passato e presente", anche come co-conduttrice - confessa -. Mieli ha una cultura vastissima e riesce a spaziare in tutti gli ambiti storici e anche attuali. Essere al suo fianco è un'occasione bellissima: ho sempre sognato di andare in televisione per la mia cultura. Mi piacerebbe un domani fare la conduttrice televisiva. Vorrei diventare come Cristoforo Gorno, bravissimo conduttore di Rai Storia e come lo scrittore Massimiliano Colombo».
Tre lauree all'Università di Parma e tutte con lode: nel 2017 la triennale in Lettere classiche, nel 2019 la magistrale in Lettere classiche e nel 2021 la magistrale in Filosofia. A 30 anni appena compiuti, è docente di Greco e Latino e di Italiano e Storia al liceo classico Maria Luigia: ha infatti vinto il concorso per l'abilitazione all'insegnamento nel 2020. Ex studentessa del Romagnosi, diplomata nel 2014, «lo stesso anno del bimillenario della morte di Augusto - ricorda -. Studio storia romana da sempre. A 15 anni andavo in Palatina a leggermi Tito Livio, Tacito e Svetonio. Mi è sempre piaciuto molto indagare per far luce sulla storia, anche rendere giustizia ai personaggi dimenticati dalla storia. E poi le donne di Roma antica e del Medioevo. E sulla nostra duchessa Maria Luigia. Il primo amore? L'Eneide, quando si legge Virgilio si entra nello spazio atemporale ed eterno della latinità». Lo studio è la sua vita: la prima laurea a 21 anni e alla seconda era già in cattedra: «Certo - racconta -, è stato faticoso perché mentre insegnavo alle superiori dovevo preparare anche gli esami della terza laurea, tant'é che mi sono trovata i miei professori come colleghi. Pur essendo così giovane, con gli studenti ho un bellissimo rapporto: l'entusiasmo è il motore aristotelico per trasmettere la cultura».
Una vita di sacrifici, sempre di corsa, ma «rifarei tutto quello che ho fatto. In più ho anche lavorato come hostess alle Fiere di Parma mentre studiavo, proprio per permettermi gli studi all'estero: sono andata all'Ucl a Londra a scrivere la tesi magistrale in inglese in lettere classiche. E quest'estate vado a Parigi, alla Sorbona con una borsa di studio, perché sono assistente in Storia romana all'Università di Ferrara del prof Livio Zerbini e sono studiosa di Vittorio Alfieri al Centro di studi alfieriani di Asti con la direttrice Carla Forno». Senza dimenticare i libri che ha scritto: «Gli ultimi re di Sparta», «Traiano e la conquista della Dacia», «Donne nel mito» e poi tanti altri fino a «L'Agide di Alfieri e il mito degli ultimi re di Sparta». Ha anche tenuto dei podcast per Intesa San Paolo su l'Impero Romano. Ma Chantal ha anche altri amori: «Sono sostenitrice dei diritti degli animali come Brigitte Bardot - sottolinea -: ho cinque gatti e un cane, tutti salvati dalla strada. Adoro la musica e vado sempre alla Prima dell'Opera al Teatro Regio». Chantal parla inglese, francese e ovviamente conosce greco, latino ed etrusco: «La storia trasmette dei valori atemporali che a distanza di duemila anni sono ancora capaci di farci commuovere - insegna -. Ciò che ti trasmette il latino e il greco può cambiare una vita e sono lingue che vanno comprese al di là del puro aspetto grammaticale: vanno capite soprattutto nel contenuto. Ed è lì che sono da considerarsi ancora attuali». Chantal si è occupata anche di storia più recente: «Nel 2022 ho collaborato al centenario delle Barricate con il liceo Romagnosi - ricorda -. Sono molto legata alla nostra Resistenza e l'anno scorso per la Giornata della memoria ho ricevuto dal sindaco Michele Guerra la medaglia d'onore alla memoria per il fratello di mia nonna, Alberto Farina, che a 20 anni fu deportato in Germania. Attraverso tutte le carte che mia mamma ha conservato ho ricostruito tutta la sua vicenda e spero presto di pubblicare un libro». Senza dubbio, una ragazza con lode, tanto che non sembra nemmeno di questa terra: «Per quello che sono - conclude la bella e simpatica parmigiana - ringrazio la mia famiglia, che mi ha sempre supportato, e i miei professori dell'università».
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