Caro direttore, l’occasione era troppo ghiotta per il centrocampista del Milan Bakayoko per darsi un tono di vittima e far parlare un po’ di sé.
Le sue parole: «Il problema non è l’errore ma il modo utilizzato, mi sono ritrovato l’arma a un metro da me e dal passeggero, ci hanno chiaramente messo in pericolo». Ma cosa è successo? La Questura di Milano segnala che c’è stata una rissa con sparatoria e si ricerca un suv con a bordo persona di colore con una maglietta verde. Esattamente il tipo di auto, di abbigliamento e le caratteristiche del giocatore del Milan che viene fermato a un posto di blocco e obbligato a scendere dall’auto per una perquisizione. Dopo alcuni istanti di tensione un poliziotto si accorge che è il calciatore Bakayoko. Riconosciuto l’errore, gli agenti si scusano con il calciatore e lo lasciano andare. Uno scambio di persona può succedere e gli agenti, si evince dai filmati, si sono comportati correttamente e si sono scusati. Nulla da fare, come da copione, all’episodio è seguita la grancassa antirazzista e Bakayoko non ha perso l’occasione per frignare e buttarla sul tragico: «Le conseguenze avrebbero potute essere più gravi se non fossi stato riconosciuto». Bakayoko vive in Italia, forse pensava di abitare in qualche altro Stato, ce ne sono tantissimi, dove la polizia è nota per i metodi molto sbrigativi nei confronti dei sospettati o degli arrestati.
In Italia nessuno gli avrebbe sparato e lui lo sa benissimo. Già vedendosi forse nei panni del George Floyd de noantri, il calciatore rossonero si è voluto mettere in croce da solo. Gli agenti hanno fatto solo il loro dovere con serietà e giusto rigore in una situazione che giustificava l’adozione di elevate misure di sicurezza rispetto al tipo di allarme in atto. Tutto qui, con buona pace del piagnucoloso Bakayoko. Una cosa però mi preme dirla: il “martire” Bakayoko guadagna 3 milioni l’anno, dovrebbe avere un minimo di rispetto e di equilibrio verso quelli che rischiano la vita per tutelare la sicurezza (anche la sua) dei cittadini con 25.000 euro l’anno.