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LETTERE AL DIRETTORE

Quei cittadini di serie B

20 Novembre 2022, 10:49

Gentile direttore,
se non hai o se non sai usare il computer o lo smartphone in maniera brillante, magari perché non hai fatto un corso di informatica, sei considerato un cittadino di serie B! Se non sai stare al passo coi tempi, anche se hai i capelli bianchi, e se non ti adegui alle nuove tecnologie che il progresso ti impone, sei uno sciocco che non ha capito che il mondo viaggia velocemente e non guarda in faccia nessuno. Questo, ahimè, è ciò che ci insegna la società in cui viviamo.


Di recente mi sono capitati alcuni episodi che vorrei descrivere e sui quali bisognerebbe riflettere almeno un pochino. Alcuni giorni fa mi sono recato in un centro commerciale per acquistare alcuni capi di abbigliamento. Quando mi sono recato alla cassa per pagare, mi è stato detto che dovevo posare i capi in un contenitore e arrangiarmi da solo con un dispositivo elettronico che mi avrebbe guidato per il pagamento di ciò che avevo comperato. Confesso di aver fatto fatica a leggere le indicazioni avendo lasciato a casa gli occhiali per vedere da vicino (sic).


Contento e soddisfatto per essere riuscito nell’impresa, ho chiesto alla commessa un sacchetto dove riporre i capi. Ahimè non mi è stato possibile ottenerlo dato che non avevo cliccato sul dispositivo dove si chiedeva se lo volessi o meno (doppio sic)!
Me ne sono andato coi vestiti in mano. Ieri, volendo rinnovare «l’Auto Amica Ambiente», ho chiamato il Comune per fissare un appuntamento per il disbrigo delle pratiche. La risposta è stata che non era più possibile recarsi al Duc e che avrei dovuto rinnovare il permesso solo per via email e, qualora non ne fossi stato capace, mi sarei dovuto rivolgere a parenti o amici e chiedere loro aiuto. Ci sarebbe da ridere se non fosse una cosa seria. Così dopo aver aumentato il costo di «Auto Amica Ambiente» da 10 euro a 50 euro (cinquecento per cento), ora si prova a mettere in difficoltà quegli automobilisti che hanno scelto un mezzo non inquinante creando non poche difficoltà per rinnovare il permesso. Mi pare sia una situazione imbarazzante e pericolosa che crea un divario tra chi è giovane e sa usare le nuove tecnologie come se le avesse impresse nel Dna e chi magari giovane non è più e ha serie difficoltà a muoversi in un mondo che pare virtuale e che viaggia, in maniera ossessiva compulsiva, troppo velocemente.
Giorgio Mezzatesta
Parma, 17 novembre

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