Cortese direttore, «uccisi dai tedeschi per responsabilità dei partigiani» è, questa, un'iscrizione che avrebbero voluto leggere alcuni famigliari delle vittime sulla lapide commemorativa di una delle ultime rappresaglie compiute dai nazisti in ritirata nel maggio 1945 in Friuli Venezia Giulia. Me ne è tornata memoria del documentario in cui l’avevo ascoltata anni fa dopo l'ennesima polemica su Via Rasella. Su quell'attentato sono decenni che se ne parla, se ne scrive e se ne straparla. Come ha fatto, in quest'ultimo modo, la seconda carica dello Stato. Perché, è questo il vero punto delle ultime polemiche, non ce ne possiamo uscire con una battuta da bar per definirne sia le vittime che gli autori.
Dopo di che la vera domanda che ci dovremmo veramente porre è sempre la stessa partendo dal ricordo iniziale: avrebbero potuto «non» farlo, in quel contesto storico? Sia l'attentato di Via Rasella che la rappresaglia delle Fosse Ardeatine. Senza, ovviamente, equiparare l'uno all'altra. Per onestà intellettuale come dovremmo poi intendere meglio la definizione di «rappresaglia», al di là dei vari codici internazionali, militari o meno che siano? Anche ma soprattutto quando si colpisce civili dopo l'aver colpito uomini in divisa. Ma, poi, cosa è una rappresaglia? In fondo rappresaglia di una rappresaglia per un altro attentato non è stata forse anche l'esposizione dei corpi in Piazzale Loreto? Enrico Mattei dopo la Liberazione non fece eliminare chi finse di fucilarlo quando era prigioniero dei repubblichini, Ernest Hemingway non sparò ed uccise, vantandosene in privato, una SS che si era arresa ma che gli rinfacciava la propria superiorità razziale... non sono anche queste rappresaglie, seppur singole? La violenza, la guerra (... che è tornata tra di noi seppur in Ucraina!) innesca immancabilmente la spirale di una continua rappresaglia contro l'altro. Come lo stesso attentato (Rasella incluso) è spesso stato a sua volta una diversamente rappresaglia contro l'occupazione violenta di qualcuno. Ricordiamocelo (…al di là del perché, di tutto e di tutti) prima di rendere nuovamente di parte, di una sola parte, il prossimo 25 Aprile!