lettere al direttore
Egregio direttore,
mi trovo a dover percorrere varie volte al mese l’autostrada della Cisa, più precisamente il tratto Parma-Sarzana. Ieri sera il ritorno a casa è stato un calvario, ed era solamente una domenica di metà febbraio, quindi non oso e non voglio nemmeno immaginare il caos che ci sarà nei weekend primaverili ed estivi. Conosco bene la situazione problematica dell’autostrada della Cisa in quanto in questi ultimi mesi è stata trattata da varie testate giornalistiche locali, vale a dire l’estrema necessità di interventi strutturali per garantirne la sicurezza che non metto assolutamente in dubbio, ma pensate almeno di tamponare i disagi dell’utenza automobilistica che si trova a dover percorrere in più occasioni il tratto autostradale in questione, magari anche per esigenze lavorative e/o familiari? Per non parlare poi della pericolosità di tutti gli scambi di corsia che ci si ritrova a dover fare per un’ abbondante parte del tratto. Non è possibile pianificare un intervento così massiccio ed invasivo e non pensare a soluzioni per creare minor disagio possibile all’utenza che, ricordo, paga il pedaggio più caro d’Europa. Capirei se si fosse trattato di un episodio legato a un cantiere temporaneo, ma se la durata del cantiere è stata prospettata di 3 anni saranno 3 anni di domeniche così? Oltretutto sui pannelli luminosi indicate informazioni imprecise, ad esempio ieri sera venivano indicati 7 km di coda ma saranno stati almeno 12, aggiungendo anche 3 rallentamenti in prossimità di Fornovo, quindi con un tempo di percorrenza biblico. Non mi interessa avere una risposta con i dettagli tecnici dell’intervento, anche perché non è il mio ambito professionale, chiedo solo se esiste una prospettiva di risoluzione definitiva dei disagi all’utenza o se devo rassegnarmi a vivere quest’inferno per tutto il tempo della durata del cantiere prospettata, come detto prima, in 3 lunghi anni.
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