Lettere al direttore
Signor direttore,
desidero ricordare Nando Cigala, collega e amico.
Poco dopo ci chiese di intervenire presso un grosso istituto bancario, dove il sindacato rilevava una sofferenza diffusa, a partire da alcuni disturbi psicosomatici. La ricerca durò diverso tempo, non senza malumori e tensioni da parte della dirigenza della banca, che garbatamente protestò con la nostra dirigenza.
In quell’occasione conobbi Pierpaolo Novari, della Cgil, Lidia Dellagiacoma, Cisl, Mario Bertoli, Uil.
Il lavoro esitò anche in un articolo sulla rivista «Psicoterapia e Scienze Umane». Conservo ancora grossi faldoni con tanti documenti prodotti nel corso del nostro intervento. Fu questo un momento decisivo della mia formazione e della mia crescita professionale, di cui sarò sempre grato a Nando.
Davvero capimmo cosa poteva voler dire fare salute mentale «sul territorio».
Erano gli anni d’oro delle «150 ore», che sancivano il diritto degli operai a godere di una formazione continua.
Nando volle coinvolgerci anche in questa esperienza, per me ancora uno straordinario momento di conoscenza e di sperimentazione.
La collaborazione con Nando fu anche l’occasione per me, forestiero, di conoscere Parma, la città, le persone, la società.
Ho voluto ricordare Nando Cigala per quello che mi ha dato professionalmente ma non posso esimermi dal dichiarare che gli volevo anche molto bene, Nando era simpatico, dolce, aperto. Faccio fatica a credere che non ci sia più.
Parma, 31 gennaio
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