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Lettere al direttore

Il ricordo di Cigala

di Vincenzo Scalfari

10 Febbraio 2025, 15:10

Signor direttore,
desidero ricordare Nando Cigala, collega e amico.

Nei primi anni 70, proveniente da Perugia, lavoravo all’ospedale psichiatrico di Colorno e nei nascenti servizi psichiatrici territoriali. Nando era già responsabile del servizio di medicina del lavoro e mi chiese di accompagnarlo nelle visite alla Bormioli Rocco, per valutare, se era possibile, la nocività psicologica del lavoro in fabbrica. Veramente gli ambienti facevano un po’ paura; e non c’era molto da scoprire, era tutto piuttosto chiaro. Ma la cosa importante fu il riconoscimento che la nuova psichiatria non poteva limitarsi al contrasto all’istituzione manicomiale ma doveva calarsi, in termini di analisi e di interventi, in tutti gli ambiti sociali ove potesse rivelarsi una sofferenza psicologica. Questo fu un grande merito di Nando, nel momento in cui pensò di coinvolgere il nostro servizio.

Poco dopo ci chiese di intervenire presso un grosso istituto bancario, dove il sindacato rilevava una sofferenza diffusa, a partire da alcuni disturbi psicosomatici. La ricerca durò diverso tempo, non senza malumori e tensioni da parte della dirigenza della banca, che garbatamente protestò con la nostra dirigenza.
In quell’occasione conobbi Pierpaolo Novari, della Cgil, Lidia Dellagiacoma, Cisl, Mario Bertoli, Uil.
Il lavoro esitò anche in un articolo sulla rivista «Psicoterapia e Scienze Umane». Conservo ancora grossi faldoni con tanti documenti prodotti nel corso del nostro intervento. Fu questo un momento decisivo della mia formazione e della mia crescita professionale, di cui sarò sempre grato a Nando.
Davvero capimmo cosa poteva voler dire fare salute mentale «sul territorio».
Erano gli anni d’oro delle «150 ore», che sancivano il diritto degli operai a godere di una formazione continua.
Nando volle coinvolgerci anche in questa esperienza, per me ancora uno straordinario momento di conoscenza e di sperimentazione.
La collaborazione con Nando fu anche l’occasione per me, forestiero, di conoscere Parma, la città, le persone, la società.

Ho voluto ricordare Nando Cigala per quello che mi ha dato professionalmente ma non posso esimermi dal dichiarare che gli volevo anche molto bene, Nando era simpatico, dolce, aperto. Faccio fatica a credere che non ci sia più.
 
Parma, 31 gennaio

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